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Dome Bulfaro

  • Poesia interculturale – il blog di dome bulfaro

    Poesia interculturale – il blog di dome bulfaro

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Dome Bulfaro, poetaterapeuta e il Sound Safari, il girovagare selvaggio tra i monumenti e le strade di Monza ascoltando con lo smartphone i versi di Dante Alighieri all'interno del Kernelx Festival.

» Qui il video.

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Su biblioterapiaitaliana.com: «Una materia interessante che stiamo studiando al Corso di aggiornamento in biblioterapia all’Università di Verona è la Poesia Terapia. Il docente che la tratta è Dome Bulfaro, esperto della materia che applica sia nell’ambito della biblioterapia clinica come poetaterapeuta supervisionato da medici, sia in biblioterapia dello sviluppo. È traduttore del famoso manuale di Nicholas Mazza intitolato Poetry Therapy e dirige, con un gruppo molto attivo chiamato Mille Gru, la prima rivista online di Poesia Terapia denominata Poetry Therapy Italia e ispirato dall’americana National Association for Poetry Therapy. »

Qui il post integrale

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Da it.estilltravel.com una intervista a Dome Bulfaro e Sara Rossetti sulla loro traduzione del libro di Nicholas Mazza "Poetry Therapy".

 

 

 

 

FFF - Fontana Film Festival

Settima e ottava edizione

Liceo Artistico Statale "Lucio Fontana" di Arese (MI)

Ideatore del FFF e direttore artistico Dome Bulfaro

 

 

Il FFF - Fontana Film Festival nasce nell'anno scolastico 2013-2014 per valorizzare e stimolare la creazione artistica degli studenti del Liceo Artistico di Arese. Si impone fin dalla prima edizione come evento di tutta la Comunità scolastica del Liceo.

Non si tratta solo di un concorso di cortometraggi aperto a tutti gli studenti del Liceo Artistico di Arese ma di una vera e propria kermesse in cui gli studenti possono mostrare le proprie arti qualità artistico-performative, individuali e di gruppo, di tipo musicali, canore, coreutiche, poetiche...

Il concorso è a tema libero. Ogni anno però, dal 2015, prevede anche un premio speciale dedicato non a un tema specifico bensì a un genere telecinematografico specifico (videoarte, commedia, horror, animazione, videoclip, musical...), con il fine di sensibilizzare gli studenti alle produzioni relative a quel genere. Questo Premio viene di solito assegnato dagli ospiti speciali invitati. Negli anni come special guest hanno calcato il palco del FFF: Maurizio Nichetti (2019, nell'anno dedicato all'animazione), i registi Alessandro Leone (2014) e Fabio Martina (2018), Luca Paci, poeta e direttore dell'Italian Film Festival di Cardiff (20020 e 2021), con il quale dal 2019 il FFF è gemellato, Lello Voce (2020 e 2021), la poetessa sudafricana Tania Haberland (2017), il gruppo musicale-artistico People from the mountains (2016) e la poetessa italo-slovena Antonella Bukovaz (2015).

Il Fontana d'Oro, d'Argento e di Bronzo, sono invece assegnati dalla Gran giuria degli studenti del Fontana, presieduta fin dalla prima edizione dal Prof. Giorgio Brambilla.

La doppia edizione del FFF 2020 e 2021, dedicata a Nicholas Greto e a Paolo Ciocca,

prevedeva 32 corti in concorso degli studenti del Liceo Artistico Lucio Fontana di Arese, è andata in diretta il 28 maggio 2021 sul canale Youtube della scuola.

 

Hanno presentato questa doppia edizione le professoresse Cristina Bertuglia e Nadia Brivio, affiancate dal trio di studenti composto da Beatrice Lacerenza (4B), Ian Kouadio (5B) e Tommaso Gattia (5B). Alla serata erano presenti in studio la Preside Giuseppina Pelella – intervenuta in apertura – e la vicepreside Pina Bonfiglio.

 

Hanno organizzato questa doppia edizione del FFF 2020 e 2021 le classi 3B, 4B e 5B dell’indirizzo audiovisivo-multimediale, coordinati dai prof. Dome Bulfaro, Maddalena Monge, Livia Mariani, Marco Zanuso, Monica Tonellato e Giorgio Brambilla. Chiudono la squadra organizzatrice del FFF 2020 e 2021 gli ex-studenti Matteo Andrian e Mattia Marangi. Montaggio del video FFF Jiami Chen (4B).

Negli anni si sono distinti come organizzatori i prof. Ivano Ceriani e Stefano Aletto.

 

I VINCITORI 2020 e 2021

Fontana doro 

Fontana d'Oro 2020

Anamirta della classe 5B a.s. 2019-2020

 

Fontana dargento 2021 Dracula alla carlona di Aurora Diana 5B

Fontana d'argento 2020

KIT di Arianna Miante 5B a.s. 2019-2020

 

Fontana di Bronzo 2021Uragano di Andrea Paramidani e Rebecca Todeschini 4B

Fontana di Bronzo 2020

Cellule di Davide Papadia 5B a.s. 2019-2020

 

Fontana d'Oro 2021

Villa Litta, il giardino del tempo di Marta Camasso, Francesca Morando, 

Gaia Natoli, Andrea Paramidiani, Rebecca Todeschini, 4B

 

Fontana d'argento 2021

Dracula alla carlona di Aurora Diana 5B

 

Fontana di Bronzo 2021

Uragano di Andrea Paramidani e Rebecca Todeschini, 4B 

 

Premio Speciale "Paolo Ciocca" 2021: Miglior Videoclip 

assegnato da Luca Paci, Direttore dell'Italian Film Festival di Cardiff

Uragano di Andrea Paramidani e Rebecca Todeschini, 4B 

 

Premio del Pubblico "Nicholas Greto" 2021

assegnato dal pubblico che ha votato online:

Under the mask di Alexandra Boidi, Anna Polonioli, 

Camilla Salutari, Valentina Stradaroli, Federica Zucchetti 2D

 

I Premi sono offerti dal 

Rotary Club Garbagnate Groane

Comitato genitori Russell-Fontana

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Da giugno a novembre 2021, H24 per le vie del centro di Monza

a cura di Area Odeon per  Kernel Festival
ENTRA IN SOUND SAFARI

Un’esplorazione inedita della città di Monza grazie ad una piattaforma tecnologica innovativa di ascolto e contemplazione.
Un’esperienza sonora per riscoprire luoghi e spazi cittadini, dove ogni sito acquisisce un significato e un’atmosfera diversa grazie ad un progetto musicale e poetico dedicato.
Abbiamo collaborato a questo progetto coordinando la registrazione di una selezione di canti e sonetti di Dante interpretati dai poeti/performer Rosaria Lo Russo, Nicolas Cunial, Eugenia “Antigone” Giancaspro, Dome Bulfaro e  musicati dagli studenti del primo anno del corso di Sound Design dell’Istituto Europeo di Design di Milano, coordinati da Painé Cuadrelli.

Questa esperienza  è collegata al progetto LA POESIA NELLA VOCE. Da Dante al poetry slam, realizzato con il contributo di Fondazione della Comunità di Monza e Brianza onlus.

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venerdì 25 giugno, ore 21, Cortile della Biblioteca di Lissone

Siamo all’Inferno o in un Paradise Lost? Dialogo tra Lucifero di Dante e Satana di John Milton

incontro a cura di Tania Haberland
con la partecipazione di Dome Bulfaro

in collaborazione con Comune di Lissone e Biblioteca Civica in occasione di Libritudine 2021

Partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Lettura comparata dei capolavori dei due poeti attorno a un tema da sempre centrale per l’essere umano – il lato oscuro, il lato in ombra, la ribellione – rappresentato da Lucifero nell’Inferno della Commedia dantesca (pubblicata nel 1321), e da Satana nel poema di John Milton, Paradise Lost (pubblicato nel 1667).

Saranno scelti i brani dai canti dell’Inferno che ci aiuteranno a delineare la concezione dantesca di Lucifero, passando poi all’analisi di Satana in Milton scegliendo i brani dal poema Paradise Lost.

La poetessa e performer condurrà l’incontro in lingua inglese, offrendo un’analisi del tema comune ai due autori e una lettura di Milton in lingua originale (saranno fornite le traduzioni in italiano), per concludere con un “remix” postmoderno (bilingue) della figura del diavolo, ispirato a queste due pietre miliari della letteratura mondiale.

Le letture dei brani di Dante saranno realizzate in italiano, dal poeta/performer Dome Bulfaro.

Tania Haberland è l’ibrido di un marinaio di Amburgo e di un’artista Mauriziana, nata in Africa, cresciuta in Arabia e maturata in Europa. Pubblica, performa e presenta la sua poesia e le sue collaborazioni multimediali a livello internazionale; ha un Master in Creative Writing presso l’Università di Cape Town (Sudafrica). La sua prima raccolta Hyphen ha vinto l’Ingrid Jonker Prize nel 2010 e la sua poesia Resurrezione è stata selezionata per il Gerald Kraak Award nel 2016. Tania vive in Italia dove scrive, insegna, canta e crea con l’acqua come elemento della sua connessione a questo mondo.

L’incontro è inserito nel progetto LA POESIA NELLA VOCE. Da Dante al Poetry Slam, realizzato con il contributo di Fondazione della Comunità di Monza e Brianza onlus, che prevede laboratori nelle scuole (dalla Primaria ai Licei), incontri e laboratori per adulti, reading e performance.

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domenica 27 giugno ore 18.00
Serrone e Roseto della Villa Reale di Monza, viale Brianza 1

scritto da Amelia Bortini e Simonetta De Donatis
regia 
Dome Bulfaro
con i lettori Amelia Bortini, Monica Bonetti, Dome Bulfaro, Pepe Carbonell, Simonetta De Donatis, Roberta Gervasoni, Nicoletta Malegori, Irene Molesti, Carla Pennati Belluschi, Giuseppe Petrini, Sara Elena Rossetti, Fernanda Tedesco

In occasione della riapertura della Villa Reale di Monza al pubblico e alla cittadinanza, per il programma degli eventi organizzato da una rete di associazioni, in collaborazione con il Consorzio Villa Reale e Parco, e dedicato al Bicentenario Napoleonico (con il coordinamento di Raffaella Fossati e la direzione artistica di Ettore Radice), questo itinerario poetico accompagnerà i visitatori, nel tempo e nello spazio, grazie a versi ottocenteschi in italiano e milanese (con poesie di Goethe, Ugo Foscolo, Carlo Porta, Marino Moretti), aforismi dello stesso Napoleone dal “Memoriale di Sant’Elena”, e divagazioni contemporanee sul tema della “rosa” (con versi di Angelus Silesius, Saffo, Jorge Luis Borges, Tasso, Garcia Lorca, Gertrude Stein…), il tutto orchestrato da un coro di lettori frizzante e variegato.

Partecipazione gratuita, prenotazione obbligatoria scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Un breve intervento per Metropolitan Poetry Slam ed. 2020/21 degli Istituti Di Istruzione Superiore Aldini Valeriani di Bologna

 

 

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Settegiorni Bollate del 16 giugno 2021

Sei mesi di iniziative dell'IS Russell-Fontana per dire NO al femminicidio

Ideazione del percorso Giuseppina Pelella, Dirigente Scolastica del Liceo Russell-Fontana

24 novembre 2020 - 4 giugno 2021: sei mesi di incontri, interviste, tavole rotonde, reading, panchine rotte e scarpe rotte che diventano opere d'arte. L'IS Russell Fontana, nonostante l'anno scolastico non sia stato mai così complesso e difficile, ha voluto schierarsi in modo energico e continuo non solo per dire NO al femminicidio e ricordare quanto sia fondamentale non abbassare mai la guardia su questa piaga sociale, ma anche per affermare una volta di più quanto la scuola sia costruttrice di nuove relazioni. 

 

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mart 25 maggio ore 11.15 INAUGURAZIONE OPERA COMPLETA

c/o Giardino IS Liceo Russell di Garbagnate

"Panchine rotte panchine rosse. Piccolo monumento alla memoria"

Per dire No al femminicidio e creare nuove relazioni.

Interventi della DS Giuseppina Pelella, dell'Assessora Simona Traviagliati di Garbagnate M.se, del Capitano Giuliano Carulli Comandante dei Carabinieri di Rho, del Maresciallo Giuseppe Maugeri, Comandante dei Carabinieri di Garbagnate, della Prof.ssa Tiziana Barbuto con alcune/i allieve/i della 5B Russell, e dei direttori artistici dell'opera d'arte Prof. Domenico Bulfaro e Prof.ssa Nadia Brivio con le vincitrici/tori del progetto: le allieve Sofia Brambilla, Giorgia Gentile e l'allievo Riccardo Danelli, classe 2B artistico.

Realizzazione del progetto: classi 2B e 5B art e 5B Russell.

 

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ven 4 giugno ore 11.30 INAUGURAZIONE SCARPE ROTTE ROSSE D'ARTE

c/o il patio Liceo Artistico "Lucio Fontana" di Arese

Inaugurazione dell'installazione temporanea "Scarpe Rotte Rosse d'Arte" della classe 2B.

Interventi della DS Giuseppina Pelella, Prof. Domenico Bulfaro e Prof.ssa Nadia Brivio.

Collocazione di una nuova panchina, seme per la prossima operazione "Panchine rotte panchine rosse"

In diretta su Facebook e Youtube, il 28 Maggio alle ore 18.00, i cortometraggi dei ragazzi del Liceo Russell-Fontana e molte sorprese per raccontare sospensioni, perdite ma soprattutto celebrare la ripartenza. 

 

FFF, IL FONTANA FILM FESTIVAL 2020 & 2021: SI RINASCE E SI RADDOPPIA 

 

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Edizione doppia quest’anno per il FFF, Fontana Film Festival. Come segno di rinascita, la settima edizione (2020, cancellata per Covid) e l’ottava edizione (2021) del concorso di cortometraggi degli studenti del Liceo Russell-Fontana avverranno in un’unica sera e saranno dedicate a due persone straordinarie: Nicholas Greto, ex allievo del Liceo Artistico Lucio Fontana, e Paolo Ciocca, fondatore del Rotary Club Garbagnate Groane, entrambi scomparsi in quest’ultimo anno. 

 

Le proiezioni andranno in scena in streaming, contemporaneamente, sulla pagina FB del FFF e sul canale Youtube, venerdì 28 maggio alle ore 18. In questa serata sfileranno i migliori cortometraggi selezionati per la vittoria finale anno 2020 e anno 2021

 

Il FFF, anche se organizzato da una scuola, è tutt’altro che un festival di film “scolastici”. L’eccellenza la fa da padrona. Non a caso il Liceo Artistico di Arese ha vinto per ben tre volte l’ambito Premio Gavioli (Primo assoluto 2015, Primo assoluto 2017, Premio Gavioli Miglior Montaggio 2020), il concorso più importante riservato alle scuole superiori lombarde. Inoltre, dal 2019, il corto vincitore del FFF rappresenta l’Italia, sezione giovani, all’IFFC, Italian Film Festival di Cardiff (Galles), diretto da Luca Paci e Luisa Pèrcopo, organizzato dall’Italian Cultural Centre Wales, gemellaggio che attesta il respiro internazionale che questa manifestazione vuole avere. 

 

Il menù della serata è da Gran Galà: oltre alla presenza della Preside Giuseppina Pelella e della vicepreside Pina Bonfiglio, ci saranno due grandi ospiti: LUCA PACI, poeta oltre che direttore artistico dell’IFFC, e LELLO VOCE, poeta di riferimento della spoken music e spoken word nostrana. Conducono con intelligenza e ironia le professoresse Cristina Bertuglia e Nadia Brivio, affiancate dal trio energizzante di studenti composto da Beatrice Lacerenza (4B), Ian Kouadio (5B) e Tommaso Gattia (5B). Tra le proiezioni sono previsti due filmati dedicati a Nicholas Greto (a cura degli studenti del Liceo Artistico) e a Paolo Ciocca (a cura del Rotary Club Garbagnate Groane). Organizzano questa doppia edizione del FFF 2020 e 2021 le classi 3B, 4B e 5B dell’indirizzo audiovisivo-multimediale, in collaborazione con il Comitato Genitori della Scuola, coordinati da il prof. Dome Bulfaro, ideatore e direttore artistico del progetto, insieme alle/agli insegnanti, prof.ssa Maddalena Monge, prof.ssa Livia Mariani, prof. Marco Zanuso e il prof. Giorgio Brambilla, quest’ultimo storico Presidente di Giuria degli Studenti. Referente per i genitori, Elena Campadelli, Presidente del Comitato Genitori Russell-Fontana. Chiude la squadra organizzatrice del FFF Matteo Andrian, ex studente del Fontana.

 

Da quest’anno poi, il Fontana Film Festival ha un sostenitore d’eccezione: il Rotary Club Garbagnate Groane, anch’esso profondamente legato alla figura di Paolo Ciocca, che negli anni si è molto prodigato affinché gli studenti del Liceo Russell-Fontana avessero grandi opportunità di crescita.

Per sapere quali cortometraggi e studenti si aggiudicheranno gli 8 Premi totali in palio: Fontana d’Oro d’Argento, di Bronzo, sia per l’anno 2020 e sia per l’anno 2021, assegnati dalla Giuria Studenti, Premio “speciale genere” da quest’anno intitolato a Paolo Ciocca e che sarà assegnato dagli ospiti Lello Voce e Luca Paci e Premio del Pubblico da quest’anno intitolato a “Nicholas Greto”.  Vi aspettiamo numerosi per festeggiare insieme la ripartenza e celebrare il talento dei nostri promettenti filmmakers!

 

Venerdì 28 maggio alle ore 18, in streaming, in contemporanea su facebook 

(diretta accessibile a anche per chi non è iscritto a FB)

https://www.facebook.com/FFF-Fontana-Film-Festival-793604804148811

e sul canale Youtube

https://www.youtube.com/channel/UCc4e6VQTmvH13yIQ77ocAhA

 

Info e promozione dell’evento si può seguire su

Faceboook FFF: https://www.facebook.com/FFF-Fontana-Film-Festival-793604804148811

Instagram FFF: https://www.instagram.com/fontana.film.festival/ 

 

Ma anche sui Social media Liceo Russell-Fontana

Facebook: https://www.facebook.com/liceo.bertrandrussell

Instagram: https://instagram.com/liceorussellfontana?igshid=5ztqxfxpkuk9

Twitter: https://twitter.com/LiceoFontana?s=03

 

Siti ufficiali organizzatori 

http://www.russell-fontana.gov.it/

www.genitorirussellfontana.altervista.org

Siti Partner

Rotary Club Garbagnate Groane: http://www.rotarygarbagnate.com/

IFFC, Italian Film Festiva di Cardiff: https://www.iffc.wales/?lang=it

Nuova pop Instagram

 

La poesia orale e performativa degli anni Duemila

 

Referente: prof. Stefano Colangelo, Università di Bologna 

Organizzatori: dott. Riccardo Frolloni, Università di Bologna; dott. Alessandro Ludovico Minnucci, Zoopalco, University of Chicago

 

Programma 

MATTINA / Chair: Alessandro Ludovico Minnucci / Respondents: Stefano Colangelo, Riccardo Frolloni

10:15-10:30 Saluti istituzionali

10:30-11:00 APERTURA a cura di Dome Bulfaro, Mille Gru e Wow Incendi Spontanei, Amare la poesia a scuola: 

Poetry slam e altri laboratori controcorrente 

11:00-11:20 Gabriele Frasca, Università di Salerno, Le parti in Commedia

11:20-11:40 Paolo Giovannetti, Università IULM – Milano, Il parallelismo come artificio metrico 'orale' 

11:40-12:00 Q&A

12:00-12:20 Valentina Panarella, Università di Siena, Dal palcoscenico al verso: sull'oralizzazione esogena ed 

endogena

12:20-12:40 Marilina Ciaco, Università IULM – Milano, I confini del performativo: virtualità, materialità, coralità 

12:40-13:00 Q&A 

POMERIGGIO / Chair: Riccardo Frolloni / Respondents: Stefano Colangelo, Alessandro Ludovico Minnucci 

15:00-15:20 Eleonora Fisco, Direttivo LIPS, Frame analysis del poetry slam 

15:20-15:40 Carola Borys, Università di Siena-Université de Paris 3, Alcune considerazioni sull'Instapoetry e sulla forma-libro 

15:40-16:00 Q&A

16:00-16:20 Luca Rizzatello e Angela Grasso, Ophelia Borghesan, L'instapoesia è negli occhi di chi guarda

16:20-16:40 Fabrizio Venerandi, Independent Scholar, Il codice informatico come performer poetico 

16:40-17:00 Q&A

17:00-17:20 Wissal Houbabi, Independent Scholar, Vivere in between e scrivere con i piedi

17:20-17:40 Francesco Terzago, Mitilanti, Poesia di strada: fenomeno italiano tra performance e muralismo 

17:40-18:00 Q&A

18:00-18:20 Tommaso Di Dio e Giuseppe Nibali Guzzetta, Ultima, Ricomposizione, frammenti: l’azione Ultima

18:20-18:40 Toi Giordani e Eugenia Galli, Zoopalco, Processare la poesia 

18:40-19:00 Q&A 

19:00-19:30 CONCLUSIONE a cura di Alberto Bertoni, Università di Bologna, Poesie della voce e del gesto 

 

Link Microsoft Teams:

https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_YjQ0OWE3OTktNTRkNy00NDNkLWI1NWYtOThiN2JkMjJkOTYx%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22e99647dc-1b08-454a-bf8c-699181b389ab%22%2c%22Oid%22%3a%223c2cb3e5-6bc3-4f05-99ee-90c491ac029e%22%7d 

Giovedì 29 e venerdì 30 aprile 2021 si tiene un festival internazionale con grandissimi poeti a cui Dome Bulfaro ha l’onore di essere stato invitato: ci sono tra gli altri diversi autori pubblicati da Edizioni Mille Gru e a Simona Cesana è stato chiesto di presentare una delle due giornate:

https://www.facebook.com/events/578242673080470/

“Red Carnation Festival”
Giovedì 29 e venerdì 30 aprile, con il programma che inizia alle 20:00 BST (ore 21 in Italia) e termina alle 23:45 BST (24.45 in Italia).
Copertina per i social media di Isabel del Rio.

I San Francisco Revolutionary Poets e il World International Poetry Movement, con questo invito al Red Carnation Festival, hanno onorato me come poeta e tutto il lavoro di Mille Gru.
Tra questi grandissimi poeti internazionali ci sono diversi autori pubblicati da Mille Gru (Ziba Karbassi, Tania Haberland, Cristina Viti, Stephen Watts o che abbiamo ospitato come Niger Hasan-Zadeh). A Simona Cesana, colonna portante di Mille Gru, è stato chiesto di presentare la giornata del 29 aprile.
Siamo molto molto felici e grati di questo straordinario invito.

DESCRIZIONE EVENTO

Unisciti virtualmente e ascolta il "Red carnation Festival" di Londra che ospiterà alcuni dei poeti internazionali più illustri e impegnati. Attraverso il linguaggio della poesia questo festival promuove il multilinguismo e il multiculturalismo e continua la lotta contro il fascismo.
Il festival prende il nome dalla “Rivoluzione dei garofani” iniziata il 25 aprile 1974 in Portogallo, con un colpo di stato che rovesciò la dittatura fascista del presidente Salazar.

Trentacinque eccezionali poeti internazionali, scrittori di narrativa, sceneggiatori, grafici, traduttori, artisti visivi, musicisti, editori e attivisti prenderanno parte, leggeranno le loro poesie e i loro racconti da tutto il mondo: Stati Uniti, Galles, Germania, Italia, Macedonia, Azerbaigian, Svezia, Regno Unito e altri paesi.
L’organizzazione è onorata di avere tra gli ospiti il celebre poeta americano Jack Hirschman, poeta emerito laureato della città di San Francisco, il quale dirige il comitato di coordinamento del World Poetry Movement. L'evento sarà dedicato alla memoria del poeta e critico britannico Sean Bonney scomparso nel 2019.
Il “Red Carnation Festival” si svolgerà in diretta su Facebook, giovedì 29 e venerdì 30 aprile, con il programma che inizierà alle 20:00 BST (ore 21 in italia con apertura delle porte virtuali alle 19:45 BST - 20.45 ora italiana) e terminerà alle 23:45 BST (24.45 ora italiana)

Red Carnation festival

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Domenica 21 marzo Dome Bulfaro partecipa al Festival della poesia di Monza.

Alle 17 con l'intervento “Poetura. La poesia che cura intenzionalmente la natura”.

 

 

Festival della Poesia di Monza
I poeti della seconda edizione

Domenica 21 marzo 2021
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA POESIA
I poeti della seconda edizione del Festival

MAURIZIO CUCCHI – DOME BULFARO – PATRIZIA BURLEY LOMBARDI – TIZIANA CERA ROSCO – TIZIANO FRATUS – GIOVANNA FRENE – GIOVANNA IORIO – LAURA PUGNO – MARIA PIA QUINTAVALLA –  DAVIDE RONDONI – MARCO SONZOGNI

Poesia e Natura, il tema scelto per questa edizione. Quale contributo può venire dalla poesia?

I poeti possono fare tanto perché sono custodi di una cultura permanente che non inquina, non distrugge, non brucia, non uccide, ma osserva, comprende, conserva, non spreca e dà spazio alla parte migliore dell’umanità cosicchè come scrive William Shakespeare “questa nostra vita, via dalle folle, trova lingue negli alberi, libri nei ruscelli, prediche nelle pietre, e ovunque il bene.”

“L’amore finisce dove finisce l’erba e l’acqua muore. Dove sparendo la foresta e l’aria verde, chi resta sospira nel sempre più vasto paese guasto:
Come potrebbe tornare a essere bella, scomparso l’uomo, la terra”. (1972, dalla raccolta Res Amissa).

Antonetta Carrabs Presidente La Casa della Poesia di Monza
Elisabetta Motta Vice Presidente La Casa della Poesia di Monza
Iride Enza Funari Responsabile media communication
Tiziana Achilli Responsabile stampa – comunicazione

I contributi dei poeti che aderiranno al Festival saranno pubblicati:
canale youtube La Casa della Poesia di Monza
pagine social facebook, instagram e twitter
Sito: www.lacasadellapoesiadimonza.it

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Grazie a RTL 102.5 e Susanna Scalzi

 

 

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La poesia e il racconto kintsugi corrispondono ad una tecnica di scrittura e di scrittura terapeutica innovativa, che ho ideato nel gennaio del 2017 e che ho già sperimentato, ottenendo notevoli risultati, sia con i bambini che con gli adulti. 

Il corso è rivolto a chi vuole fare o farsi del bene, usando la scrittura come strumento per riflettere su di sé, ricucendo e risanando esperienze critiche e disagi che hanno provocato fratture interiori.

PoesiaPresente LAB, propone ONLINE, su Zoom, questo Corso di poesia e racconto kintsugi, in due edizioni identiche
La prima avverrà ogni venerdì ore 20-22 a partire dal 26 febbraio, per 8 appuntamenti (CORSO COMPLETO)
La seconda avverrà ogni martedì, ore 20-22 a partire dal 2 marzo, per 8 appuntamenti (ISCRIZIONI APERTE)

 

 

  

"Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

i vostri nati torcano il viso da voi."

 

GIORNATA DELLA MEMORIA, NESSUNO VENGA MENO A QUESTO IMPEGNO

 

Se questo è un uomo di Primo Levi

Voi che vivete sicuri

nelle vostre tiepide case,

voi che trovate tornando a sera

il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

che lavora nel fango

che non conosce pace

che lotta per mezzo pane

che muore per un si o per un no.

Considerate se questa è una donna,

senza capelli e senza nome

senza più forza di ricordare

vuoti gli occhi e freddo il grembo

come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:

vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

stando in casa andando per via,

coricandovi, alzandovi.

Ripetetele ai vostri figli.

O vi si sfaccia la casa,

la malattia vi impedisca,

i vostri nati torcano il viso da voi.

 

 

27 gennaio

 

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Ha chiesto di intervistarmi presso PoesiaPresente LAB, la Scuola di Poesia che ho fondato con Simona Cesana, attualmente chiusa al pubblico. È in gamba e ha quel bagliore negli occhi che ti fa dire "con quella luce puoi camminare anche dove la notte è più fonda". Si chiama Matteo Allievi, ha 23 anni, ed è iscritto al master della scuola di giornalismo UAM-EL PAÍS di Madrid, per la quale ha realizzato questa intervista.

 

Matteo Allievi
Monza – 10 Gennaio 2021

Artista e professore, Dome Bulfaro (Bordighera, 1971) è uno dei pionieri della poesia terapia in Italia. Dopo aver rappresentato per diversi anni la poesia italiana nelle competizioni letterarie di tutto il mondo, l’anno scorso ha fondato con l’associazione culturale no profit Mille Gru la prima scuola di poesia terapia del paese a Monza, a pochi chilometri da Milano. Lo stop provocato dalla pandemia di coronavirus non ha fermato le sue ambizioni. Per l’anno nuovo, Dome ha preparato insieme alla sua squadra una vasta gamma di attività, da dibattiti sul suono della parola a laboratori sulla scrittura terapeutica, per tutti coloro che vogliono trovare nella poesia sia “uno strumento per conoscere meglio se stessi” che “un canale di evasione in questi tempi turbolenti”.

“Nella poesia terapia, lo strumento principale per raggiungere e preservare il benessere di una persona è la poesia. Questo canale privilegiato viene adottato in tutte le sue modalità espressive (ascolto, lettura, composizione, riflessione a partire da un testo)”. Dome racconta che le origini della poesia terapia risalgono agli anni ’30 del secolo scorso, quando il farmacista e avvocato Eli Greifer riuscì a dimostrare per la prima volta il potere curativo della poesia. Nonostante ciò, il riconoscimento professionale della figura di poeta terapeuta arrivò soltanto quarant’anni dopo: Ruth Lisa Schechter, lavorando con pazienti vittime di incesto e di stupro, fu la prima poetessa terapeuta ufficiale. In Italia, la Poetry Therapy fu introdotta da Antonella Zagaroli nel 1992, sebbene iniziò ad avere una certa divulgazione solo a partire dal 2019, grazie alla pubblicazione del manuale Poetry Therapy, teoria e pratica di Nicholas Mazza (2019, Mille Gru) e alla nascita della rivista Poetry Therapy Italia (2020, Mille Gru).

Secondo Dome, in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, le parole dei poeti possono aiutare ad alleviare il nostro malessere generale, fino a trasformare la vulnerabilità in un punto di forza. “Stando a casa, possono accadere due cose. Puoi soffrire la costrizione dello stare in casa e questa sofferenza ti porta ad uscire da te stesso. Ma per molti, invece, può essere un momento in cui, finalmente isolati, si riesce a entrare in contatto con sé stessi e, con l’aiuto della poesia, trasformare l’isolamento in solitudine. Il poeta sarà il tuo compagno di viaggio, che ha vissuto la tua stessa esperienza e ha trovato le parole per esprimere le tue stesse emozioni”.

Dome ribadisce che durante le sessioni di poesia terapia non gli interessano il valore letterario del contenuto prodotto e l’aspetto estetico del paziente, ma la qualità del suo intervento e il suo sforzo per riconoscere i propri traumi e superarli. “Se scrivo una brutta poesia, ma questa poesia mi permette di riarmonizzarmi e di ritrovare un mio equilibrio fisico o mentale, ho scritto la migliore poesia del mondo”.

Poche settimane dopo l’apertura al pubblico, lo scorso marzo la scuola Poesia Presente LAB ha dovuto interrompere le proprie attività a causa del lockdown. “Abbiamo dovuto riprogettare tutto quello che avevamo pensato. La scuola offre corsi di scrittura poetica, poesia performativa e poesia terapia ma, data la situazione, abbiamo concentrato tutte le energie sulla poesia terapia”. Tra le grandi scommesse dei prossimi mesi spicca un corso in presenza – nel totale rispetto delle normative anticovid – di poesia kintsugi. “Si tratta di una tecnica che traduce in versi e in prosa un’antica arte giapponese, che consiste nella riparazione di oggetti di ceramica e che ha finito per convertirsi in una filosofia di vita, in virtù della quale, davanti alle avversità e agli errori, bisogna rialzarsi e ricucire le cicatrici”.

Parallelamente, la scuola ha in programma anche una serie di corsi telematici, come un laboratorio di tarocchi poetici e uno dedicato all’opera di Dante Alighieri, il padre della lingua italiana. Dome la considera un’opportunità unica per scoprire le mille facce della poesia terapeutica e immergersi in tutti i suoi segreti. “Bisogna restituire alla quotidianità la sua dimensione poetica. La poesia è una dimensione propria e specifica dell’uomo. Deve essere letta sui sacchetti del pane e incisa sui tovaglioli di carta, perché appartiene a tutti”.

Poesia Presente LAB, Monza.

Un altro versante fondamentale del programma di formazione avviato dalla Poesia Presente LAB è la collaborazione con le scuole, alle quali Dome affida una responsabilità enorme per avvicinare i giovani alla poesia. “Non mi piace ricadere nel luogo comune secondo il quale gli insegnanti di italiano rovinano il rapporto tra adolescenti e poesia. Ci sono tantissimi grandi appassionati. Quello che manca è una formazione che permetta agli insegnanti di veicolare ai ragazzi la loro passione. È come se ci fossero due canali che però non sono sulla stessa frequenza, come spesso accade nel rapporto tra genitori e figli. C’è quel momento in cui le due età parlano lingue diverse e non riescono a trovare uno spazio di condivisione o di nutrimento. Sono sullo stesso tavolo ma hanno la schiena rivolta l’una contro l’altra. Bisognerebbe invece ricollocarli l’uno di fronte all’altro”.

 

Bio
Matteo Allievi è laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l'Università degli Studi di Milano. Precedentemente ho scritto sul web per Lo Sbuffo, Libero Pensiero e IdressItalian.

Dome Bulfaro interpreta Anwarter di Luigi Nacci

 

 

Poesia tratta dall'antologia "Il volo del Calabrone", antologia di poesia performativa a cura de "Gli Ammutinati", Trieste, 2008.

Un progetto di poesia performativa che includeva Dome Bulfaro, Silvia Cassioli, Matteo Danieli, Luigi Nacci, Adriano Padua, Luciano Pagano, Furio Pillan, Silvia Salvagnini e Christian Sinicco. Postfazione di Gabriele Frasca.

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Verso di qua Verso di la

Il video “Verso di qua Verso di là”, a cura della RSI, Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana - senz’altro uno dei migliori prodotti audiovisivi sullo slam usciti negli ultimi anni - e l’intervista che Luna Luciano mi ha fatto per la sua tesi di laurea, oltre ad essere nati nello stesso giorno, il 20 ottobre 2020 a Roma, sono maturati nello stesso periodo e usciti quasi in contemporanea. Ha senso continuare a non separare queste due esperienze, che sembrano nate per restare insieme: vi auguro quindi buona visione e buona lettura.

 

 

“Questo sarà il secolo della poesia”

Intervista a Dome Bulfaro di Luna Luciano

 

Dome Bulfaro è un poeta e performer, tra i più attivi nello sviluppo della poesia performativa. Ha ideato e cofondato la LIPS, Lega italiana poetry slam e ha raccolto le storie del fenomeno internazionale dello slam nel libro Guida liquida al poetry slam (2016). È stato tra i primi in Italia a sviluppare e diffondere la poetry therapy ed è ideatore e direttore di PoesiaPresenteLAB, Scuola di poesia. L’intervista riportata di seguito si è tenuta a Roma, il 20 ottobre 2020, prima che Bulfaro conducesse, con Marco Miladinovic, come MC, il poetry slam “Verso di qua Verso di là” organizzato al Monk dall’Ambasciata Svizzera di Roma, con direzione artistica di Lello Voce.

 

Leggendo Il pubblico della poesia Alfonso Berardinelli e Franco Cordelli  sostenevano che l’unico pubblico rimasto ai poeti fossero i poeti stessi. Siamo davanti al clichè del lettore-poeta. Il poetry slam ha disinnescato questo circolo vizioso del poeta che legge ad altri poeti? Ed è veramente necessario ampliare questo “pubblico”?

Sicuramente il poetry slam smonta questo meccanismo andando a creare un pubblico di massa della poesia che prima non esisteva. In un’intervista del 1966 a Eugenio Montale, a cura di Leone Piccioni per la Rai, alla domanda se esistesse un pubblico della poesia, Montale risponde che ne dubita affermando che il pubblico dei poeti è composto dai poeti stessi. Condizione che, almeno in Italia, non è cambiata per tutto il Novecento. I primi a porsi seriamente il problema del pubblico della poesia, come un problema da affrontare e risolvere, sono stati i poeti del Gruppo ’93, gruppo non a caso fondato tra gli altri anche da Lello Voce, lo slampapi d’Italia, che ha importato lo slam nel nostro paese nel 2001. Il fenomeno è però restato verticale fino alla nascita della LIPS nel 2013. Con la Lega Italiana Poetry Slam (LIPS) il movimento slam italiano si è affermato anche come fenomeno orizzontale, andando finalmente a creare una pubblico su larga scala.

Ciò che Mark Kelly Smith ha tentato di compiere in America, prima con la fondazione del suo gruppo di poeti performer, il Chicago Poetry Ensemble (1985), che si esibivano tutti i lunedì nel Monday Night Poetry Reading presso il Get Me High Lounge e poi, ogni domenica sera, presso il Green Mill con l’ideazione del poetry slam domenica 20 luglio 1986, è stato quello di restituire un pubblico alla poesia che non fosse composto di pochi, sparuti, poeti. Smith, frequentando i reading dei poeti laureati, si era reso conto non solo di quanto le loro letture fossero noiose, ma quanto la poesia fosse stata posta da questi poeti accademici in una zona elitaria, lontana dalle persone comuni. La poesia invece, secondo Smith doveva essere un bene comune condiviso da tutti. Da qui nasce uno dei principi fondamentali dello slam:la poesia è un diritto di tutti.

Nell’ultimo libro sullo slam che ho curato, Voice Waves / L’onda della voce (Mille Gru, 2020), delineo una Carta dei Diritti Costituzionali espressi dallo slam e i principi filosofici. Il poetry slam non va considerato solo in quanto gara di poesia, format e fenomeno estetico, ma anche come fenomeno sociale, politico, rituale, filosofico. Quando parliamo di poetry slam dobbiamo essere consapevoli che stiamo ragionando di un fenomeno stratificato che svolge più ruoli e funzioni. Nel poetry slam la poesia torna ad essere un fatto sociale, con la parola “fatto” intendo recuperare la radice etimologica del fare poesia, il verbo greco poiéin (ποιέιν, fare) da cui deriva. C’è nello slam intrinseca l'idea di recuperare la funzione sociale e catartica della poesia, come accadeva in quella greca, nel nesso che c’è tra chi interpreta il testo e chi ne fruisce. Gli ingredienti essenziali che hanno permesso di “ricostruire” il pubblico della poesia sono stati due: l’interattività e il ruolo da protagonista del pubblico. Il pubblico non è composto da spettatori passivi da intrattenere con la spettacolarizzazione, il pubblico è posto volutamente al centro dell’agire poetico; così facendo la poesia ritorna a svolgere il suo ruolo di medium che celebra di fatto il nuovo matrimonio, direi rinnovamento di matrimonio, tra poeta e pubblico.

E’ interessante che ad oggi si pensi al libro (l’oggetto-libro) come unico medium di poesia, invece in questo caso a sua volta è la poesia ed essere mezzo di se stessa, dunque?

Sì, la poesia torna ad essere anche medium di se stessa, attraverso la voce del poeta, che le dà respiro, corpo, sangue insieme al pubblico, nella relazione poeta-pubblico la poesia torna ad essere un luogo comune. Intendo non la sterilità di un principio, ma un luogo che finalmente ricostituisce il luogo della poesia, un luogo comune. La poesia è nata per vivere sia nell’intimità del sé che nella comunità del sé. In questo senso potremmo dire che la poesia è un principio generativo di comunità. Lo è sempre stato nelle culture orali. Lo slam ce lo ha ricordato.

Per quanto riguarda l’editoria che rapporto si è instaurato con il poetry slam? Chi fa slam poi pubblica libri di poesie? O su carta, cambiando appunto il medium, verrebbe meno la poeticità e il senso della poesia?

In realtà in Italia un’editoria legata a poeti che hanno attraversato il mondo del poetry slam non esiste a eccezione dello straordinario lavoro fatto dal collettivo storico torinese Sparajurij, in sinergia prima con la casa editrice No Reply e la rivista “Atti impuri” e poi con Miraggi edizioni, che ha proseguito la pubblicazione della rivista e che ha avviato la collana Voci. Poi c’è la mia casa editrice Mille Gru, di Monza, legata all’omonimo collettivo storico che, come Sparajurij, tanto ha fatto per il movimento slam. Nella collana multimediale PoesiaPresente pubblichiamo dal 2008 poeti orali internazionali come l’iraniana Ziba Karbassi, l’inglese Stephen Watts, la sudafricana Tania Haberland, l’italiano Simone Savogin ed ora ha appena curato il libro Voice Waves. Un lavoro molto importante lo sta facendo Squi[libri], editore romano, con la collana multimediale Canzoniere, e sicuramente la milanese Agenzia X, che oltre a curare i libri legati al Premio Dubito hanno voluto pubblicare Guida liquida al Poetry Slam. In questi ultimi due casi gioca un ruolo fondamentale, da battitore libero, il poeta Lello Voce.

Comunque sia, nonostante il fenomeno dello slam si sia ormai ampiamente affermato e si sia ritagliato la sua fetta di mercato, le opportunità editoriali per chi fa poesia orale, a parte il settore poesie per bambini, sono ancora poche. Una prima ragione la si può trovare proprio nel fatto che nella poesia performativa il testo viaggia principalmente, per dirla con Gabriele Frasca, «di fiato in fiato, di corpo in corpo», il testo nello slam prima di tutto si genera e s’incarna nel poeta che lo interpreta nel qui e ora; inoltre va detto che spesso il testo presentato nello slam è transmediale, ovvero è un testo che si sviluppa e adatta a più media (carta, cd, dvd, online). La sua vera natura è quella di balzare fuori dalla pagina scritta e quindi fuori dalla Letteratura. Un testo orale, come lo sono i migliori testi proposti nel poetry slam, non si esaurirà quasi mai solo nel testo scritto, perché la sua prima vera pubblicazione avviene dal vivo. Quando rendo pubblico il mio discorso in realtà lo sto pubblicando, impressionando nell’anima di chi lo ascolta. L’evoluzione continua di questa transmedialità in termini di comunicazione da un lato è un punto di forza del testo orale, dall’altro mette in difficoltà le case editrici perché le costringe a riprogettarsi in tempi sempre più stretti nei media da utilizzare per veicolare al meglio l’opera.

Quando il poetry slam nasce è scandalo nel mondo accademico e tra i critici, esiste ancora una linea di demarcazione, di contrapposizione così netta e precisa?

Benché esista ancora una contrapposizione con il mondo accademico, secondo me oggi è decisamente diminuita. Personalmente ho lavorato molto in questi anni per far sì che questo accadesse. Ci sono festival tradizionalmente collegati alla poesia lirica, intimista e non performativa, che si sono assolutamente aperti, commissionando slam, penso prima di tutto ad esempio al Festival internazionale “Europa in versi”, per cui ho curato l’“International poetry slam” nel 2018 e nel 2019.

Oggi lo slam vive ancora questo rapporto conflittuale con il mondo “accademico” o si è lasciato alle spalle questa contrapposizione? Che rapporto ha dunque con la critica?

Sicuramente nel 2016 la situazione era così come l’ho descritta nel libro, ad oggi nel 2020, dopo quattro anni dalla sua uscita, credo di poter dire che siamo entrati in un’altra fase, più dialogica, anche se i pregiudizi da eliminare nei confronti di chi fa poesia orale sono ancora tanti. Le due fazioni ovvio non si amalgameranno mai, i due corsi d’acqua non troveranno mai una perfetto confluire, anche perché i “poeti di carta” dovrebbero ammettere e accettare di buon grado che la Letteratura è un affluente, per quanto decisivo per molti secoli, della poesia orale. La sorgente della poesia è orale, come orale è il suo fiume principale.

Ciò che purtroppo continua a mancare è la capacità critica di leggere un testo performativo, mancano alla maggior parte dei più ferrati critici letterari proprio le basi di come approcciare criticamente ad un testo performativo. Ancora oggi, in modo del tutto inappropriato, si usano criteri per la lettura critica di un testo performativo, che vanno bene per il testo letterario (scritto) ma non per un testo performativo (orale).

In Letteratura circostante di Simonetti, nel saggio introduttivo si afferma l’idea che la Letteratura, e forse vale ancor più per la poesia, fatichi a rimanere solo un testo scritto e che abbia bisogno con sé di forme comunicative immediate come un’immagine, la musica e a questo punto anche l’arte performativa. Lo slam nasce da questa commistione? Possiamo definirla veramente una forma ibridata, se è così quanto è importante questa ibridazione?

Quando parliamo di performance poetry, parliamo sostanzialmente di Spoken word e Spoken music, che sono arti che vanno già oltre la Letteratura. La performance poetry, a sua volta, si colloca all’interno di ciò che noi chiamiamo poesia orale, nella quale rientrano anche altre forme e nuovi forme di poesia crossover, termine che preferisco rispetto alla parola “ibridazione”. La letteratura, che nasce e si afferma con la rivoluzione gutenberghiana, rappresenta oggi una delle opzioni mediatiche per comunicare il testo poetico. Per alcuni poeti resterà l’unica, per altri sta diventando una delle possibilità. Quando, ad esempio nel 2005 Lello Voce, ha pubblicato Fast blood solo in CD, con libretto allegato, e non con libro + CD, ha affermato implicitamente che i poeti non vedono più il libro come mezzo di trasporto-supporto principale delle parole poetiche. Molti poeti internazionali che arrivano dallo slam utilizzano solo il video su internet (YouTube, Vimeo, …) per veicolare la propria poesia performativa. La poesia performativa dal vivo è una produzione poetica audiovisiva in 3D, polisensoriale. Gabriele Frasca nel libro La lettera che muore ricostruisce molto bene la genesi della letteratura e la sua relazione “nel reticolo mediale” odierno. Se dovessimo rispondere a queste tue domande tenendoci all’interno di un contesto che contempla la poesia orale primaria e secondaria – vedi Havelock, Ong –, dovremmo parlare più che di “ibridazione” o “commistione”, di ritorno della poesia alla sua dimensione originaria. Quello che realmente sta succedendo è che si sta tornando a cercare un contatto con la propria voce originale nell'originario. Dopo secoli di Letteratura la dimensione originaria e originale tornano nella poesia, in modo evidente, a coincidere.

Sempre un poeta che nasce nel poetry slam Alessandro Burbank in un’intervista rilasciata a Francesca Sante parla di un suo progetto di portare la poesia nelle istituzioni perché «la poesia non ha una sua istituzione. [...] la poesia non è liquida. La mia intenzione era di portarla nelle istituzioni» come se la poesia non avesse un vero e proprio luogo o istituzione, con il poetry slam cosa cambia, è la stessa cosa?

La poesia orale è fluida, anzi a dirla tutta, essendo fatta d’aria, è gassosa. Se dovessimo guardare alla performance poetry come arte dello spettacolo, anche restando fedeli alle riflessioni di Paul Zumthor, uno dei maggiori studiosi della voce in relazione alla poesia orale, potremmo dire che la poesia ha da sempre un luogo a lei deputato: il teatro. Ma come dicevo, la poesia orale è gassosa, specie nel poetry slam che ha due luoghi perfetti per lei: “l’ovunque” e, prendendo in prestito un verso di Claudio Recalcati, “un altrove qualunque”. Ovunque si può accedere ad un altrove, dimensione che in relazione all’ordinario è propria della poesia, qualunque sia la forma, lo stile, l’argomento, a patto che questo qualunque non venga tramutato in qualunquismo.

Lo slam va a smontare la certezza che esista un unico luogo deputato. Infatti si fanno slam in chiese consacrate, sconsacrate, nei negozi, bar, teatri, in strada…ovunque appunto. Questa molteplicità è importante che ci sia per far sì che la comunità non sia solo orizzontale ma anche verticale. È importante che ci siano tanti slam che fanno vibrare alla base le corde del territorio e slam che sappiano dialogare con le grandi istituzione, come accade stasera (20 ottobre 2020) in cui tra un'oretta inizierà uno slam promosso dall'ambasciata Svizzera, che ho l’onore di co-condurre con Marko Miladinovic. È fondamentale per la crescita artistica di un movimento slam nazionale che si organizzino slam internazionali di qualità, anche tra due paesi italofoni come avviene questa sera (Svizzera-Canton Ticino e Italia).

Nel poetry slam, in generale esistono due tipi di comunità. C’è una comunità temporanea, che a grandi linee corrisponderebbe alla Temporary Autonomous Zone (TAZ) di Hakim Bey, che ad esempio si comporrà stasera con questo slam, e poi c’è una seconda comunità: la slam family, che è la parte fondante, l'hardware della comunità slam. Non si può parlare di luoghi senza parlare di comunità, perché la comunità, in quanto parte costituente del logos, è essa stessa “luogo” per eccellenza dello slam.

Esistono invece dei rischi nello slam? All’interno di Guida liquida riporti i pro e contro del poetry slam. Tra i più celebri Harold Bloom in un suo articolo critica aspramente il poetry slam. Ad esempio chiunque faccia poetry slam può essere appellato “poeta?

È chiaro che Harold Bloom non ha mai compiuto in vita sua nessun training per arrivare a fare poesia performativa di qualità. Non sa quanto lavoro e sapienze artistiche si debbano acquisire per mettere a punto un corpo che sappia coniugare poeticamente a meraviglia il linguaggio verbale con quello non verbale. Quando non si conosce bene un argomento bisognerebbe avere l’umiltà di astenersi oppure avere la cura di esprimersi con la massima cautela. In Italia Maurizio Cucchi, in un articolo sul Corriere della Sera, critica ferocemente i poeti che attraversano l’esperienza slam, senza sapere nemmeno come si scrive correttamente la parola slammer.

Ma torniamo alla domanda relativa a chi può essere appellato come “poeta”, la quale non può essere però disgiunta da un’altra domanda: “chi ha il diritto di appellare come poeta una persona?”. Vorrei risponderti attraverso un parallelismo con il mondo del calcio. Come sai esistono calciatori di terza categoria e calciatori di Serie A, ma tutti quando praticano il calcio vengono chiamati calciatori. Nel processo di democratizzazione della poesia è inevitabile che si democratizza anche la figura del poeta e il suo ruolo sociale. Ogni persona ha il diritto, anche solo per una sera, di essere appellato con il nominativo di poeta. Possiamo affermare, in senso lato, che colui che fa poesia è poeta in quel breve momento, così come un uomo che gioca nelle categorie dilettanti è un calciatore nel momento in cui gioca una partita di calcio del suo campionato corrispondente. Dovremmo ripensare il ruolo identitario del poeta, non come un ruolo ma come una condizione impermanente che in alcune persone diventa una condizione così costante da assurgere a status sociale. Ma anche chi acquisisce questo status permanente è sempre sottoposto al distinguo tra fare il poeta e essere poeta. Lo slam, fenomeno orizzontale, afferma dal basso che tutti hanno il diritto di riconoscere a una persona il ruolo di poeta, mentre il mondo accademico della poesia, fenomeno verticale, afferma dall’alto, che l’unico che può riconoscere a una persona il ruolo di poeta è solo colui che entra a far parte del mondo accademico ed elitario.

Sempre per approfondire le diverse forme poetiche ho letto il Manifesto del Movimento per l’Emancipazione della Poesia (il MeP) e qui si dichiara che l’intento è quello di affrancare ed emancipare la poesia «da quella che è un sistema editoriale, accademico e si propone quale rete alternativa di creazione e diffusione di poesia contemporanea». Il poetry slam quindi è anch’esso un militante poetico?

Lo slam è un atto politico e sociale, quindi è “militante poetico”. Inoltre è interessante osservare che la sua natura è ossimorica; è un rito in cui convivono costantemente visioni e situazioni opposte. Nel giro di pochi minuti, ad esempio, si può passare dal vivere la dimensione pagana al vivere la dimensione sacra della poesia: quando un poeta declama si è spesso immersi in un silenzio di ascolto intenso, non altrettanto facile da ravvisare nei reading. Durante uno slam ti rendi conto di quanto non solo la poesia ma la sua dimensione sacra, non risiedono solo nel testo poetico che viene letto ma anche nella relazione empatica che si crea tra chi dice e chi ascolta.

Creando un questionario da sottoporre ad un potenziale pubblico di lettori e non lettori, ho posto una domanda riguardo i nuovi strumenti mediali “Pensi che i nuovi mezzi di comunicazione aiutino la poesia?” al momento con 250 risposte, siamo ad un 50% di risposte positive ed un 50% di risposte negative. Il poetry slam come si pone nei confronti dei nuovi strumenti di comunicazione, ho visto ad esempio che siete molto attivi su Instagram, qui potremmo anche parlare, volendo, degli Instapoet.

La rinascita e la divulgazione della poesia sono passate anche attraverso il web. Non è un parere ma un fatto inconfutabile. Molte nuove forme di poesia si stanno sviluppando dalle specificità dei media che si utilizzano, la crescita esponenziale dell’interesse per la poesia dipende dal web. Basti pensare al ruolo che i blog hanno avuto per i poeti nati negli anni Settanta.

Nello specifico del poetry slam da qualche anno si sono sperimentate alternative anche  online di slam più o meno legittime e riuscite. La pandemia ha solo dato un’accelerazione esponenziale, su un processo che era già in atto, anche se a mio avviso lo slam è un format che funziona al meglio se in presenza. Si può vedere del teatro anche in tv ma la sua dimensione ideale resta quella dal vivo. Lo stesso principio vale per il poetry slam. Tuttavia quando parliamo di poesia orale o meglio di oralità secondaria, bisogna aver chiaro che la dimensione online rientra di fatto come uno degli aspetti dell’oralità secondaria. Ci sono poeti che costantemente condividono sul web le proprie e altri composizioni poetiche attraverso blog, social medium (Facebook), servizi di notizie e microblogging (Twitter),servizi di rete sociale (Instagram) e supiattaforme (Tumblr, YouTube,Twitch), adattandosi alle specifiche modalità espressive e fruitive del medium scelto. Gli instaport hanno il merito di aver saputo intercettare il pubblico web meglio degli altri e, con i loro versi validi o meno, hanno rilanciato come lo slam un fortissimo interesse dei giovani verso la poesia. Si può entrare in merito alla qualità delle singole ricerche artistiche di Rupi Kaur, Tyler Knott Gregson, Robert M. Drake, Amanda Lovelace, Guido Catalano, Silvia Ciompi, ma eviterei di condannare un processo che, di fatto, riporta i giovani ad amare tutta la poesia, compresa quella dei classici. Lo slam dal vivo e gli instapoet online rappresentano due fenomeni che sono riusciti laddove le scuole superiori e l’università hanno fallito per decenni: far amare la poesia ai giovani. Il problema è sempre la qualità della ricerca e la consapevolezza di ciò che uno compie rispetto al medium che utilizza per esprimersi e comunicare. Il problema è sempre di come coniughi la profondità con la superficie.

Abbiamo fino ad adesso parlato di Poesia, ma ad oggi qual è il suo stato di “salute” siamo di fronte ad una Rinascita della poesia? Capita ad esempio che rispetto ad anni fa ci siano degli articoli di giornale che parlano delle nuove forme poetiche, magari in sfavore, ma almeno si torna  parlare di poesia ?

La poesia ha finito di essere la Cenerentola delle arti. Ogni secolo ha la sua arte che meglio lo rappresenta, questo secolo sarà quello della poesia. Nella mia vita lo è già ma se usciamo dagli stressati imposti dal secolo precedente e rifacciamo sbocciare “il fiore inverso” (Voce) della poesia in tutta la sua espressività, come ha evidenziato lo stesso Yves Bonnefoy in un’intervista, ci accorgeremo che abita la nostra quotidianità in tante forme, come molta musica d’autore ad esempio…

Effettivamente Bob Dylan ha vinto il premio nobel per la Letteratura nel 2016.

Esatto, questo sarà il secolo della poesia, perché abbiamo bisogno di nutrirci non di fake ma parole nude, una parola “onesta” direbbe Saba, che però sappiano travalicare gli assurdi steccati delle correnti, dei medium adottati, ecc… soprattutto oggi in cui la disinformazione nasce dall’ipertrofia informativa, restituire vigore e trasparenza alla parola è diventata un’esigenza non solo dei poeti ma di un’intera umanità.