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Dome Bulfaro

  • Poesia interculturale – il blog di dome bulfaro

    Poesia interculturale – il blog di dome bulfaro

ninnananna incontrario

"Ninnananna all'incontrario" di Simonetta De Donatis, interpretata da Dome Bulfaro
(da Così va molto meglio, Mille Gru, 2018)

 

con la paura ci mangiamo la notte

Da “Con la paura ci mangiamo la notte” di Raffaella Musicò, romanzo edito da Paginauno, 2019, incipit interpretato da Dome Bulfaro

 

Inaugurazione sabato 1 febbraio ore 15-20 a Monza della sede della scuola di poesia ma anche della prima rivista di poetry therapy (on-line dal 1 febbraio). Presentazione Scuola di Poesia fondata da Dome Bulfaro e Simona Cesana a cura di Mille Gru, gruppo di ricerca, associazione culturale e casa editrice di Monza

antefatto

2016: Antefatto degli impeccabili

Le poesie de “Gli impeccabili”, sezione che chiude il libro Marcia film (Scalino, 2016) e lo spettacolo, le ho composte e sono da dire, come indica l’agogica in apertura di silloge, “s’un piede”. Questa pratica cerca, al contrario delle pratiche yogiche comuni, lo stato di perenne disequilibrio. Volevo cantare da un lato la bellezza della fragilità nella precarietà, determinato dal venir meno di una gamba di sostegno (metaforicamente corrisponde alla moglie che, nonostante sia ancora innamorata del marito-regista, lo lascia), dall’altro volevo operare, in continuità con la grande tradizione di artisti, attori e poeti performativi, uno spostamento del limite di resistenza del corpo nel tempo, determinato nel mio caso dal restare tenacemente malgrado tutte le avversità sempre su un solo piede. Perché più il corpo resiste, malgrado la crescente precarietà, più si frange poeticamente come un’onda sullo scoglio delle avversità.

Nello specifico dell’Antefatto degli impeccabili, prologo composto in parte in prosa e in parte in versi, il testo della performance si caratterizza dopo una lettura neutra introduttiva dallo stretto montaggio di versi detti nel tempo di brusche frenate senza fiato alternate a corse disperate. L’intento di questo sforzo improvviso, determinato dai continui “stop and go”, è stato quello di far percepire al pubblico e far vivere a me in prima persona in quanto poeta performer la disperazione che sta provando in quel momento il mio principale fantasioso alter ego: il marito-regista, protagonista e demiurgo di Marcia film.

 

2014-2016: Marcia film

Camminare, correre, muoversi a ritmo di versi, narrando storie e personaggi di un’unica inarrestabile marcia, per raggiungere uno stato alterato di coscienza, che permetta il viaggio di trasformazione di un uomo in poeta, che può compiersi raggiungendo uno Stato di Grazia, fatto di messa a nudo radicale di se stessi e del mondo, in tutte le sue fragilità, in tutte le sue paure e nel contempo nella loro catarsi. Questo significa per me performare ogni volta “Marcia film”.

“Mangiacuori” è uno dei molti personaggi di questo spettacolo (formatosi da “Batte Botte” del 2010), nato dal camminare e correre intenzionalmente nel Parco di Monza per far sì che la stesura d’appartamento, digitale, di queste poesie fosse costantemente modellata insieme alla stesura vocale e fisica, immersa nella Natura. Questo training, funzionale alla composizione dei versi, ha reso ogni mia camminata e corsa nel Parco un tempo altamente poetico, perché vissuto in totale simbiosi con la Natura e con i versi che si sono formati e sono stati memorizzati tutti a passo di corsa.

 

Monica Guzzi su “Il giorno”: «Tradotto e pubbllicato in italiano il testo di ricerca "Poetry Therapy” del pioniere Nicholas Mazza. Dal 2009 un gruppo monzese studia e realizza progetti tra degenti, bambini e famiglia

IlGiorno sab23no 2019v monicaGuzzi 1

Clara Bow oh risultato

Questo testo è stato pubbilicato il 1° settembre 2015 su versanteripido.it     

    

C’è una regola che vale per la poesia su carta come per la poesia performata a cappella (Spoken word): esistono belle poesie e di contro parole in versi spacciati per poesie; esistono concorsi di poesia su carta di qualità ed altri, viceversa, che sono a dir poco pessimi. Il poetry slam non fa eccezione a questa regola: ne esistono di straordinari ed altri, all’opposto, che valgono poco quantomeno sul piano estetico. Tuttavia lo slam, a differenza di un qualsiasi altro evento o genere letterario, non è una semplice gara di spoken word ma è un rito sociale partecipato per il pubblico e da lui guidato. Gli autori in gara sono spinti a riconoscergli questo ruolo e ogni poeta è chiamato a sviluppare un grande senso di sportività. “Each Slam / a finality” dice Bob Kaufman.
In uno slam di qualità (e grazie alla LIPS, Lega Italiana Poetry Slam, in Italia ce ne sono davvero molti), è certo che non solo assisterete ma sarete protagonisti partecipi di quanto è trattato in questo numero di Versante Ripido: “la strabiliante danza della parola”.
Lo slam non è, sia ben chiaro, una macchina perfetta o la panacea ritrovata della poesia. Ci sono delle controindicazioni e avvertenze da seguire. Lo stesso inventore, il poeta Marc Smith, ne è consapevole e ci mette in guardia. Serve un conduttore che guidi con sapienza la rivoluzione culturale che il poetry slam può rappresentare una volta che è introdotto in un Paese. Questo ruolo in Italia lo ha svolto dal 21 marzo 2001, egregiamente, Lello Voce. Ora, insieme a lui, lo svolge la LIPS, Lega Italiana Poetry Slam.
Come lo svolge? Lo Statuto che regola la sua mission e il suo regolamento interno (consultabile sul sito www.lipslam.it) possono in astratto spiegare molto, ma è nella realtà dei fatti che si misura il suo impatto culturale.

 “Il poeta è un fabbricante di frecce” è il verso di Navarre Scott Momaday (scrittore statunitense, di discendenza kiowa, inglese e cherokee) scelto come simbolo dalla LIPS, Lega Italiana Poetry Slam. Le sue frecce sono portatrici di una rivoluzione che sta cambiando il volto della poesia a livello planetario.
La LIPS, ci sono i numeri per affermarlo, ha il merito di aver fatto letteralmente esplodere il “boom dello slam” anche in Italia. I poeti rappresentanti delle migliori scene organizzatrici di slam in Italia, il 1 dicembre 2013 a Trieste, si sono radunati e hanno realizzato ciò che è nel DNA del poetry slam: unirsi in schiere di poeti arcieri e scoccare le loro frecce infuocate di versi in tutto il Paese fino a farlo bruciare, bruciare, bruciare di nuova poesia.
Dietro questo “Boom LIPS” c’è in realtà un grande lavoro culturale svolto dai suoi membri e soci, che ha come finalità lo sviluppo della poesia orale in Italia e non esclusivamente la divulgazione del poetry slam.

LIPS talent scout

I Campionati Nazionali LIPS 2013-2014, 2014-2015 e quello appena avviato 2015-2016 hanno una finalità culturale che va ben al di là della gara. La competizione degli slam e dei suoi campionati regionali e nazionali di fatto stimola la creatività e macina un lavoro da talent scout in tutta Italia.
Il poetry slam è sempre più nel nostro Paese, grazie al lavoro culturale della LIPS, un contenitore dei più svariati modi di fare spoken word: poeti provenienti dalla poesia detta performativa, poeti lineari, sonori, dialettali, esponenti di lingue minoritarie non italiane, si ritrovano fianco a fianco a gareggiare sullo stesso palco, con rapper privi dell’ausilio di un flow o un DJ, cantanti provenienti dai più disparati generi musicali, poeti provenienti da percorsi formativi compositi o da singole arti come il teatro, le arti visive, la performance art e la danza. Poeti che arrivano dall’underground e che nella vita svolgono i più disparati mestieri oppure poeti che sono solo poeti. Dai poeti laureati fino all’ultimo dei diseredati, tutti sono i benvenuti e partono alla pari, sullo stesso piano del pubblico.
Il poetry slam è un arcipelago di stili così complesso e irregolare, in continua evoluzione, che sfugge a qualsiasi impeccabile suddivisione in classificazioni o stili. Si potrebbe affermare che gli autori più significativi incarnano essi stessi uno stile unico e irripetibile. Di fatto il poetry slam permette un presidio permanente di novità espressive nell’arte dello spoken word. È in quest’ottica che vanno letti i Campionati LIPS. E difatti molti nuovi e interessanti autori si sono affacciati e sono maturati all’interno del circuito LIPS, l’unico va sottolineato che vanta la partecipazione dei migliori poeti-slammer italiani.
Le molte tribù di slam, appena sono diventate un’unica famiglia, hanno avviato un processo di sviluppo e di inclusività che ha portato a realizzare in soli due anni, lungo tutto lo stivale italico (isole comprese), campionati nazionali annuali di 150 slam e oltre 500 poeti partecipanti (Campionato 2013-2014) e di 200 slam (Campionato 2014-2015) e 1000 poeti partecipanti, selezionati da giurie popolari scelte a caso, slam dopo slam, fino a 20 finalisti provenienti da tutta Italia. Il pubblico nelle finalissime nazionali era formato da 400 persone (Monza, PoesiaPresente, 2-3-4 maggio 2014) e 250 persone (Ancona, La Punta della Lingua, 15-16 luglio 2015). Numeri da capogiro per gli usi e costumi della poesia nostrana.

Il terzo Campionato 2015-2016 è già partito con una grande novità, il Campionato nazionale giovani aperto a tutti gli studenti delle scuole secondarie. Fin dall’inizio la LIPS ha tenuto molti poetry slam nelle scuole che hanno coinvolto anche fino a 500 allievi e oltre. In pochi anni sono nati o si sono consolidati percorsi di avvicinamento allo slam e alla poesia in Lombardia (Monza e Varese), Puglia, Sicilia… Persino “Topolino” ne ha scritto in un suo numero (n.3095, 18-24 marzo 2015), proprio perché si stanno studiando, con le dovute cautele, dei percorsi slam anche per i più piccoli.
Soprattutto i giovani, grazie al poetry slam, stanno ricostruendo un rapporto molto positivo con la poesia. Tutta la poesia. Anche quella classica. Questo aspetto è il lavoro culturale su cui la LIPS dedicherà sempre più energie.

La LIPS, prima e unica, riconosciuta, Family Slam in Italia

In breve tempo l’associazione di volontari no profit LIPS è diventata il gruppo di poeti più numeroso in Italia che lavora per la stessa causa e ha dato all’Italia una Family Slam, l’unica organizzazione italiana riconosciuta da Marc Kelly Smith, il poeta (Papislam) che il 25 luglio 1986, a Chicago, ha dato vita al poetry slam.
La LIPS ha come Presidente onorario il Papislam italiano, Lello Voce, il poeta che non solo ha portato in Italia il poetry slam, ma che è stato ideatore del primo poetry slam internazionale plurilingue, con ben sette lingue diverse (RomaPoesia 2002, Big Torino 2002), colui che ha divulgato e difeso sostanzialmente da solo, fino alla nascita della LIPS, le regole fondamentali e la filosofia dello slam. Quasi tutti gli appassionati italiani di slam hanno appreso la filosofia dello slam, le sue regole e la sua terminologia consultando questo sito: http://www.lellovoce.it/Poetry-Slam oppure attingendo direttamente alla fonte sul sito di Mr. Smith: www.slampapi.com.

Sergio Garau, referente internazionale della LIPS, ha chiarito molto bene il ruolo della Family: “Marc Smith dice – e traduco – che lo slam non appartiene a lui, ma alle migliaia di persone che hanno dedicato i loro cuori, la loro energia, il loro tempo e il loro denaro a questa forma interattiva di presentare la poesia a un pubblico. Insomma lo slam appartiene a chi lo porta avanti e lo fa crescere. Marc Smith, tuttavia, spera che il poetry slam continui a crescere in accordo con un suo pensiero, una sua semplice filosofia. Questa filosofia – afferma – è considerata la struttura portante di quella “che noi chiamiamo Slam Family”. Chiariamo: quando Marc Kelly Smith dice “noi” lo fa con cognizione di causa, non è un noi maiestatis ed è ben lontano dall’atteggiarsi ad autoritario padre padrone. (…) Quando mr. Smith dice “Family” intende la comunità, l’insieme di comunità che compongono lo slam statunitense e internazionale – usa la parola “Family” per esprimere un legame sociale, cooperativo e di reciprocità forte, instaurato prima di tutto da quel suo dono iniziale.”

Nonostante il lavoro culturale attento di Lello Voce, al quale affiancherei quello degli Sparajurij, non sono mancati in Italia appropriazioni indebite e manipolazioni dello slam, spesso per cavarne propri vantaggi personali. La LIPS, non ha semplicemente divulgato il poetry slam e fornito un regolamento slam in linea con quelli internazionali (www.lipslam.it) ma sta presidiando lo slam in Italia, garantendo che la filosofia di Smith non sia tradita. A questo proposito la formazione di MC, i maestri di cerimonia degli slam, e la maturazione da parte degli MC di stili sempre più personali rappresentano per la LIPS un punto cruciale di ricerca.

LIPS, Festival&RAI

Ma i meriti della LIPS, come dicevamo, vanno ben oltre l’organizzazione di slam. La sua apparizione ha rivitalizzato l’intero panorama di ricerca italiano anche fuori dallo slam. PoesiaPresente ha organizzato in collaborazione con la LIPS, il primo festival di 3 giorni tutto dedicato al slam, che oltre ad ospitare le finali lombarde e nazionali della LIPS e in collaborazione con la LIPS, ha portato molti poeti slammer italiani nelle scuole e ha organizzato laboratori di poesia. Ma soprattutto ha inaugurato la prima finalissima italiana con ospiti d’eccezione stranieri Philip Meersman (Belgio), poeta organizzatore del Campionato Europeo di Poetry Slam, e Marc Kelly Smith, il quale così si è espresso sul Festival e le finali LIPS: “Monza Poesia Presente Magnificent! I’m eating a late dinner at Hotel Karol restaurant in Monza after experiencing and performing at the rebirth of the Italian National Slam. It was a great success. Marvelous audience (old and young — rich of heart and mind). A mix of many styles. Great fun generate by the emcees. And the old man kicked ass.
The Italian slammers are struggling with the same questions slammers in other parts of the world have struggled with. It breaks to one overriding issue: should organizers make production choices that favor the poets sensibilities or choices that make the show more enjoyable for the audience. All who know me know where I stand. Poetry Slam was created for the audience. As performing poets we are servants to them. I hope the Italian slam community chooses the later. If they do their shows will grow and grow. If not they will end up like the old faulty models of poets reading to poets sans any real audience.” (www.papislam.com)

Grazie a Lello Voce e a PoesiaPresente, festival che ha curato il tour in Italia, in collaborazione con molte organizzazioni della LIPS (abrigliasciolta di Varese, H2 di Roma, Atti impuri di Torino, Arci Fuorirotta di Treviglio), molte città italiane hanno ospitato lo slampapi mondiale.
La LIPS, sempre grazie al suo Presidente onorario Lello Voce, ha portato lo slam in RAI. Il festival “Ritratti di Poesia”, a cura di Vincenzo Mascolo, ha ospitato un poetry slam per la prima volta all’interno del suo programma e questo slam è stato il primo ad essere ripreso e integralmente messo in onda dalla RAI. Il Festival internazionale “Europa in versi” di Como, diretto dalla poetessa Laura Garavaglia, ha ospitato uno slam che aveva come ospite d’onore il Campione Nazionale in carica 2014, Pierluigi Lenzi, il quale proprio in quella occasione è stato scoperto e poi pubblicato da Gattomerlino/Superstripes (Editore di Roma) di Piera Mattei.
La LIPS, infine, sta mettendo a punto “PaperLIPS” un aggregatore di studi, informazioni, report, video, traduzioni, sul poetry slam e sulla poesia orale. Uscite periodiche che hanno il fine di stimolare la ricerca, aprire la mente, essere aggiornati su quello che di straordinario in poesia sta accadendo nel mondo.

International LIPS: poeti italiani all’estero, poeti esteri in Italia.

La LIPS sta svolgendo un lavoro importante di internazionalizzazione della nostra poesia.
Oltre a Smith e Meersman, la LIPS ha portato in Italia in più sedi il due volte campione europeo, il poeta spagnolo Dani Orviz (entrambi grazie a Sergio Garau) e il campione portoghese in carica Nilson Muniz (ospite nel 2015 de “La Punta della Lingua” di Luigi Socci e Valerio Cuccaroni, festival affiliato alla LIPS che già l’anno passato aveva ospitato il campione del mondo di poetry slam Harry Baker – United Kingdom), senza contare il lavoro dell’International Poetry Slam di Trieste che nelle edizioni 2013 e 2014 ha ospitato oltre alla Wihlborg anche Ana Reis (Portogallo) e tanti altri autori stranieri non necessariamente legati al mondo slam.
La LIPS non solo porta i migliori slammer in Italia ma permette a quelli italiani di andare all’estero: Alfonso Maria Petrosino (secondo classificato Campionato LIPS 2014), dato che Lenzi non ha potuto parteciparvi per ragioni logistiche, ha rappresentato l’Italia al Campionato Europeo di Poetry slam, Malmö, 2014. Sergio Garau (terzo classificato al Campionato nazionale) è stato scelto dalla LIPS per tenere una serie di laboratori in una scuola di Madrid. Lo stesso Garau, insieme ad Alessandra Racca e Giacomo Sandron hanno rappresentato l’Italia nel campionato internazionale a squadre che si è tenuto a Mons (Belgio). In questo momento la LIPS sta lavorando per portare un poeta italiano in Portogallo (sempre attingendo dalla classifica dei Campionati nazionali).
Non ultimo va detto che la LIPS è stata scelta come referente europeo del World Poetry Movement (WPM), che ha sede a Medellin (Colombia).

La LIPS

Nel poetry slam gli organizzatori sono tenuti in alta considerazione. Nella LIPS la maggior parte degli organizzatori, sono poeti di primo piano che si spendono in prima persona rinunciando a partecipare al campionato nazionale e mettendosi totalmente al servizio dell’organizzazione.
Tutti i soci LIPS non solo iscrivendosi permettono all’associazione LIPS di esistere ma soprattutto, a dimostrazione della serietà dell’associazione, vengono assicurati dalla LIPS in caso di infortunio durante lo slam o la sua organizzazione.
Tutti possono partecipare come poeti, essere organizzatori LIPS oppure organizzatori di slam validi per il Campionato LIPS. Basta contattarci.

Ecco un piccolo quadro dei principali fautori della LIPS dal 2013 ad oggi.
Riprendo lo schema impostato da Sergio Garau in questo articolo: http://www.attimpuri.it/2015/08/situazioni/bozza-darticolo-sulla-storia-dello-slam-in-italia-critiche-sanguinose-cercasi/

Concepimento del progetto LIPS: Christian Sinicco, Dome Bulfaro e Max Ponte.

Presidenti Christian Sinicco, Dome Bulfaro – Presidente onorario Lello Voce – Vicepresidenti: Annelisa Addolorato, Nicolas Cunial – Segretari: Max Ponte, Elena Gerasi – Consiglieri nazionali tra il 2014 e il 2015: Luigi Socci, Francesco Kento Carlo, Francesco Fittipaldi, Giacomo Sandron, Alessandra Racca, Adriano Padua, Bruno Rullo, Lene Morgenstern, Laura Di Corcia, Sergio Garau, Silvia Parma, Mattia Altobelli, Massimo Mirabile

Coordinatori e vice regionali 2014, 2015: Lombardia: Marco Borroni, Lorenzo Ferri (vice Dome Bulfaro, Elisa Orlando) – Nordest: Roby Ferrari, Julian Zhara (vice Alessandro Burbank) – Nordovest Alessandra Racca, Max Ponte, Sergio Garau, Giacomo Sandron (vice Filippo Balestra) – Emilia-Romagna e Toscana: Dome Bulfaro, Silvia Parma (vice Valentina Di Fatta) – Marche, Umbria, Abruzzo e Molise: Luigi Socci (vice Alessandro Seri) – Sud: Francesco Fittipaldi, Andrea Bitonto (vice Francesco Fittipaldi) – Lazio e Campania: Francesco Kento Carlo, Mattia Altobelli (vice Martina Serravento) – Sicilia: Adriano Padua, Massimo Mirabile (vice Tiziana Spadaro) – Sardegna: Sergio Garau (vice Giovanni Salis).
In Lombardia va inoltre ricordato l’enorme lavoro culturale svolto da “abrigliasciolta” di Ombretta Diaferia (Varese). D.B.

INFO:

www.lipslam.it
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https://www.facebook.com/LegaItalianaPoetrySlam?ref=hl

Coro DiVerso, compagnia poetica di Dome Bulfaro.

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Di Giovanna Frene ho voluto tradurre l’autoanalisi, la dimensione drammaturgica del suo comporre, il suo modo netto e tagliente di rompere la crosta e abitare le parole nel profondo.

Il piano cristallino in cui muove il suo pensiero, di etica ferrea, è solo in apparenza glaciale. Sotto questa lastra di ghiaccio c’è un mondo emotivo e spirituale, epocale, che volevo fosse udibile.

 

 

 

Gli organizzatori e i direttori artistici dei festival, i curatori di antologie come i traduttori che vi partecipano (ringrazio coloro che a Lingua da battaglia, I Quaderni del Bardo, 2019, hanno dato il loro contributo), danno spazio alla voce di questi poeti slammer, indicando degli esempi di qualità di ricerca poetico-artistica.

Il problema nodale, quando s’intende sviluppare un movimento artistico nazionale e le ricerche dei singoli che la animano, è quello di attivare, preservare, incrementare processi di internazionalizzazione, confronti e scambi interculturali. Nel caso specifico del movimento del Poetry slam occorre organizzare festival, eventi, strutturare scene in rete fra loro, produzioni di spettacoli, tornei, campionati, laboratori, incontri nelle scuole e creare Letteratura intorno al fenomeno slam, operazione culturale in cui rientra anche questa antologia. Ma dal 2001, anno in cui lo slam è sbarcato in Italia grazie a Lello Voce, quali realtà si sono spese meglio in questo senso?

Ho delineato una risposta lunga 18 anni nella sottostante ricostruzione cronologica dei maggiori festival, delle scene slam e delle principali antologie italiane che hanno proposto poeti slammer stranieri in Italia. Organizzatori e MC come Lello Voce, Daniela Rossi, sparajurij, Sergio Garau, Christian Sinicco e il sottoscritto risultano i più attivi. Grande lavoro di ponte tra Alto Adige, Austria e Germania è stato svolto negli anni da Lene Morgenstern. A questi si stanno aggiungendo in tempi recentissimi nuovi soggetti, curatori di tornei che prevedono un poeta slammer straniero di levatura internazionale, invitato nel ruolo di special guest.

La prima cernita pubblicata in un libro di alcuni dei principali poeti slammer stranieri, venuti in Italia tra il 2001-2007, è stata raccolta in Slam Antologia Europea.

Lingua da battaglia, in questo senso, ne allarga e impressiona il disegno, selezionando degli autori a cui corrispondono testi perlopiù di carattere politico-sociale. Come indica il sottotitolo “seconda antologia mondiale di poeti slammer pubblicati in Italia” questa mappatura è complementare a La parola impressionante, “prima antologia mondiale di poeti slammer pubblicata in Italia”, nella quale i testi degli autori selezionati sono più incentrati sul senso e il valore della parola poetica.

In generale da quando il poetry slam è arrivato in Italia si sono avuti molti poeti slammer stranieri dal 2002 al 2010. Tra il 2011 e il 2013 c’è stata la maggior flessione, mentre a partire del 2014 c’è stata una netta ripresa, dovuta in gran parte alla nascita della LIPS.

 

1997-2002 Roma Poesia. Primo Poetry Slam in Italia. Fondato da Franca Rovigatti e Luigi Cinque.

In ideale continuità e con lo stesso imprinting del Festival internazionale Milanopoesia (1984-1992), “Romapoesia, festival della parola”, nasce nel 1997 sull’idea che la poesia sia “arte totale” e debba uscire dalla pagina scritta, prendere voce e corpo, diventare performance, coniugandosi con musica, teatro, videoarte e, nelle recenti edizioni, anche alla videopoesia. Dalla prima edizione si avvale negli anni di moltissimi apporti e direzioni artistiche, tra i quali spiccano oltre ai due fondatori personalità come Nanni Balestrini, Lello Voce, Maria Teresa Carbone, Marco Palladini, Daniela Rossi, Andrea Cortellessa e Lidia Riviello. Romapoesia ha ospitato i primi poetry slam italiani tra cui il primo in assoluto organizzato in Italia (Roma, 21 marzo 2001, MC Lello Voce); anche se in quell’occasione lo slam non ospitò poeti in gara o ospiti internazionali stranieri, questo Festival fin dal suo primo anno di nascita, fu il maggiore Festival Internazionale di poesia a cavallo di secolo, distinguendosi per aver portato in Italia numerose figure pregnanti della spoken word mondiale, come ad esempio i rappresentanti del Nuyorican Café: Algarin, Laviera, Pedro Pietri, Piri Thomas. Da evidenziare anche l’edizione di Romapoesia 2002, che ha ospitato il terzo slam plurilingue mai svolto al mondo, MC Lello Voce.

 

2002 BigTorino. Primo Poetry Slam plurilingue al mondo. MC Lello Voce

Non tutti lo sanno ma la vocazione all’internazionalità del poetry slam è nata in Italia. Precisamente è nata il 10 maggio 2002, nella Mole Antonelliana, per BIG TORINO, ideazione, slammaster e la paternità del primato sono di Lello Voce, lo slampapi d’Italia. Con questa gara ci siamo guadagnati il primato di essere il primo Paese al mondo a realizzare un poetry slam internazionale plurilingue.

 

2002-2007. International Bolzano Poetry Slam. MC Lello Voce

Gara in alcune edizioni condotta, bilingue, a due da Rayl Patzack & Lello Voce, rientra nel Festival Parole Migranti (2001-2010), che ha proposto eventi, seminari, laboratori e nuove tecnologie per un'indagine creativa sul tema del multilinguismo. 

Daniela Rossi, direttrice artistica del Festival, è colei che ha promosso in Italia i Poetry Slam internazionali in totale sodalizio col poeta Lello Voce. Dal primo poetry slam bilingue italo-tedesco questo festival si è caratterizzato, oltre che per la profonda attenzione a far dialogare le due lingue autoctone, di internazionalizzare con un taglio formativo e didattico. Nelle varie edizioni erano infatti previsti per gli studenti delle scuole superiori reading e poetry slam mattutini a cui seguiva la sera il poetry slam aperto al pubblico. La prima edizione si è svolta il 16 novembre 2002, curatela e Master of Ceremonies (MC): Lello Voce. Poeti in gara: Christian Raimo, Stefano Raspini, Sara Ventroni, Collettivo Sparajurij, Bastian Böttcher, Zóchie A. Schütz e alcuni giovani poeti di Bolzano. Ospiti Tracy Sprinter e Tiziano Scarpa, DJ-Poetry-set PeeJay Rayl Patzak. Organizzazione MRF progetti.

 

2005-2010 Absolute Poetry. Monfalcone. Direzione artistica e MC Lello Voce.

I poetry slam internazionali di Absolute Poetry, oltre ad essere tra i più belli che abbia mai visto in Italia, hanno rappresentato un modello culturale di Festival. Già la prima edizione del 2005 anche se non ospitava Poetry Slam evidenziava una particolare attenzione agli aspetti linguistici e alla performatività. Tra il 2005 e il 2010 ha portato in Italia figure di primissimo piano come i Last Poets, Marc Kelly Smith, Saul Williams, Regie Gibson, Kat Francois, Francesca Beard, Henry Bowers, Eduard Escoffet, Jürg Halter, Laureline Kuntz e tanti tanti altri. Nell’ultima edizione, quella del 2010, Lello Voce si è avvalso anche della collaborazione artistica e scientifica: Luigi Nacci e Gianmaria Nerli.

 

2005-2019 Trieste International Poetry Slam. MC, Christian Sinicco, Matteo Danieli e Giuseppe Nava.

L’appuntamento annuale internazionale più longevo d’Italia. La scena italiana stabile che nel tempo ha ospitato (e tradotto) il numero di autori più consistente: Yasmin Hafedh (Yasmo), Natalia Molebatsi, Marçal Font i Espí, Jan Jilek, Simon Raket, Ana Reis, Raquel Lima, Daniel Piper, Jimi Lend, Salva Soler e molti altri. L’edizione del 2013 ha ospitato la nascita dell’associazione LIPS, Lega Italiana Poetry Slam (30 novembre). Direzione artistica Christian Sinicco, Matteo Danieli, Giuseppe Nava, Beatrice Bigio, Michele Alessio, Furio Pillan.

 

2007 “Slam_ Antologia Europea”. Curatela collettivo sparajurij

Con “Slam_ Antologia Europea” (2007, Torino, Ed. No Reply), curata da sparajurij, lo storico collettivo dello slam italiano, definì “una selezione delle voci più interessanti e più assidue, in Italia e nel resto d'Europa” che, aggiungo io, spesso furono protagonisti anche in Italia dei maggiori poetry slam proposti dal 2002 fino al 2007.

Questa antologia prosegue idealmente quel lavoro, concentrandosi su alcuni dei maggiori poeti slammer stranieri che stanno offrendo un modello ed un respiro internazionale e interculturale.

 

Dal 2008. PoesiaPresente. Monza e Milano. Direzione artistica e MC Dome Bulfaro, regia Enrico Roveris.

PoesiaPresente (2006-2019) è stata la prima realtà a proporre un modello culturale diverso dal festival: la stagione poetica. Modello a cui negli anni si è affiancato anche il format del festival PoesiaPresente. Gli eventi poetici a 360°, distribuiti nell’arco dell’intero anno, prevedevano un’intensa attività nelle scuole. La proposta della stagione PoesiaPresente 2014 si arricchisce del Poetry Slam Festival, prima edizione in Italia di “festival di poesia” interamente dedicato allo slam. La prima stagione PoesiaPresente data 2006 ma è a partire del 2008, con l’ospitata di Nii Parkes, che si afferma luogo eletto dello slam italiano e internazionale. Tra i poeti slammer stranieri ospitati negli anni spiccano Regie Gibson, Christian Uetz, Alexis Diaz Pimienta, Tania Haberland, Virginie Potraisson, Philip Meersman e molti altri. Organizzazione Mille Gru, associazione che cura il primo tour in Italia di Marc Smith.

 

Dal 2013. La Punta della Lingua Poetry Slam. Ancona. Direzione artistica e MC Luigi Socci

Il festival La punta della lingua (2006-2019), guardandolo dopo 14 anni di attività, più di ogni altro ha saputo coniugare poesia accademica e sperimentale, poesia dialettale e poetry slam. Per ciò che riguarda il contributo dato all’internazionalità del movimento slam italiano, ha coniugato incontri/gare nelle scuole a poetry slam pubblici talvolta con ospiti internazionali a partire da Harry Baker (2013), Laura Wihlborg (2014), Nilson Muniz (2015), e Bojan Samson (2018). Il festival dopo alcune edizioni è stato codiretto anche da Valerio Cuccaroni. Organizzazione Nie Wiem.

 

2013-2019. Italia. LIPS, Lega Italiana Poetry Slam.

L’unione di tutte le maggiori scene dovuta dalla nascita della LIPS ha permesso ai poeti slammer italiani, per la prima volta, di contare su un circuito nazionale dove poter proporre in tour i propri spettacoli e far circuitare, a spese contenute, poeti slammer stranieri. Ha contribuito enormemente all’affermazione di poeti italiani all’estero, su tutti spicca il tre volte campione italiano LIPS: Simone Savogin, il quale è stato sempre utilissimo per indicare autori stranieri da portare in Italia. La LIPS, in effetti, ha permesso a diversi poeti slammer di entrare in contatto con scene internazionali estere. Tra le scene della LIPS che hanno contributo al processo di internazionalizzazione vanno citati almeno Atti Impuri Poetry Slam di Torino (MC Alessandra Racca, Giacomo Sandron, Arsenio Bravuomo, Sergio Garau) e Arci Fuorirotta Poetry Slam (Treviglio – BG, direzione artistica Lorenzo Ferri Sergio Garau. MC Sergio Garau). Il neonato Sparwasser Poetry Slam (Roma, collettivo Wow – Incendi Spontanei. MC principale Giuliano “Logos” De Santis) ha ospitato Nassar Al-Qalam del Benin.

Alle finali 2016 del Campionato individuale LIPS (Monza, MC Paolo Agrati e ScartyDOC-Davide Passoni) l’ospite è stato l’argentino Ignacio Perini.

 

2014 Coordinamento/collettivo Poetry Slam Sardegna. Direzione artistica e MC Sergio Garau.

L’esperienza internazionale di Sergio Garau permette al coordinamento/collettivo LIPS della Sardegna di proporre negli anni anche ospiti internazionali come Laura Wihlborg, Dani Orviz, Frank Klötgen, Dareka. Coordinatore Giovanni Salis.

 

2016 Guida liquida al poetry Slam. Di Dome Bulfaro.

Guida di riferimento teorica, pratica, antologica, completa di ricostruzione bibliografica e video, che ricostruisce la storia del poetry slam nazionale e internazionale. Si avvale dei contributi di più di 50 agitatori della scena italiana e mondiale tra cui spiccano i nomi di Marc Smith, Pilote Le Hot, Rojo Cordova, Zohad Zee Khan, Roberta Estrela D’Alva, Mustapha Slameur, Olivia Bergdahl, Jaan Malin, Philip Meersman, Tania Haberland. Edizioni Agenzia X , Milano.

 

14 dicembre 2017. Venezia. Versus! International Poetry Slam. MC Alessandro Burbank e Marko Miladinovic.

Miglior poetry slam 2017. Si riaccende la tradizione di organizzare slam internazionali con Versus! International Poetry Slam: in gara Raquel Lima (Portogallo), Youness Mernissi (Belgio), Evelyn Rasmussen Osazuwa (Norvegia), Laura Sam (Spagna) + alcuni italiani.

 

19 maggio 2018 e 13 aprile 2019 International Poetry Slam. Co-curatore e MC Dome Bulfaro.

Dall’azione sinergica tra gli organizzatori del Festival internazionale “Europa in versi” e Dome Bulfaro sono nati i due poetry slam mondiali più importanti realizzati nel 2018 e nel 2019 in Italia. Tra i poeti slammer invitati, campioni nazionali e mondiali come la Rasmussen Osazuwa o Sam Small, lo Slampapi Marc Smith, tra cui diversi che per la prima volta calcano i palchi italiani come D’ de Kabal, Sam Small, Roberta Estrela D’Alva e Olivia Bergdahl.

Questi due poetry slam ideati da Dome Bulfaro sono inseriti nel programma del Festival Internazionale “Europa in versi”. Direzione Artistica del Festival Laura Garavaglia. Curatela del Festival Laura Garavaglia, Elisabetta Broli e Andrea Tavernati. Organizzazione Casa della Poesia di Como.

 

Maggio 2018. La parola impressionante. Prima antologia mondiale di poeti slammer pubblicata in Italia. A cura di Dome Bulfaro.

Questa antologia di 18 autori provenienti da Paesi/lingue che, a differenza di Slam_Antologia Europea del 2007, selezione autori setacciando in lungo e in largo il mondo. A rappresentare l’Italia Simone Savogin. Curata per “I Quaderni del Bardo” edizioni è inclusa nel libro “La poesia e il viaggio” del Festival Internazionale “Europa in versi”.

 

6 Dicembre 2018 – 16 maggio 2019 Torneo Wow Poetry slam. Roma. Direzione artistica e MC Dome Bulfaro & Giuliano “Logos” De Santis.

Rappresenta il primo torneo in sei puntate, con cadenza mensile, a proporre un ospite internazionale. Sul palco del Monk ad oggi si sono esibiti Dani Orviz, Bence Barany, Tania Haberland, Laura Sam. Il collettivo Wow- Incendi Sponanei sta facendo inoltre un lavoro di ricerca fondi per portare in Italia Faithfull e Al Fàruq. Social media manager Valerio Santori. Organizzazione collettivo Wow-Incendi Spontanei.

 

Gennaio 2019 Torneo Reginette Poetry Slam. Milano. MC Martina Dirce Carcano e Sam Kaubauter.

Secondo torneo in quattro puntate (7-14-21-28 gennaio), partito subito dopo il Wow Poetry Slam. Sul palco dell’Ostello Bello in centro a Milano sono saliti come ospiti speciali l’israeliano Tamir Aharoni, Nuno Piteira, dal Portogallo, è invece l’ospite del 14 gennaio. Il 21 gennaio è la volta di Margalida Follow Theilda, originaria di Palma di Maiorca e del belga Simon Raket. La Deejay e poeta slammer Francesca Pels completa il graffiante trio di conduttrici. Dietro questa operazione c’è l’apporto anche di Simone Savogin.

 

2019 Poetry Slam Südtirol. A cura di Lene Morgenstern.

1 scena 32 autori 62 poesie: questo libro e il CD allegato hanno lo scopo di documentare lo sviluppo, la diversità ­– anche linguistica – e la potenza della scena slam altoatesina. Merano, Edizioni Alpha & Beta.

 

Aprile 2019. Lingua da Battaglia. Seconda antologia di poeti slammer pubblicata in Italia. A cura di Dome Bulfaro.

Seconda antologia di 18 autori proveniente da Paesi/lingue di tutto il mondo, curata per i “I Quaderni del Bardo” edizioni, inclusa nel libro “La poesia e l’altro” del Festival Internazionale “Europa in versi”. In continuità e complementare a “La parola impressionante” raccoglie molti dei principali poeti slammer internazionali che sono stati ospiti in Italia e che hanno alimentato lo scambio culturale, plurilinguistico e di ricerca artistica tra Italia e scena internazionale, dopo l’antologia “Slam Europa”. A rappresentare l’Italia

Autori come Aharoni, Baker, Bergdahl, D’ de Kabal, Gibson, Gomringer, Haberland, Muniz, Orviz, pur avendo performato in Italia, non sono stati inseriti in questa antologia perché già presenti nella selezione de “La parola impressionante”.

"I cà", di Delio Tessa (1886-1939), ambientata negli della crisi del '29 e seguenti.
Lettura scenica di Dome Bulfaro.

 

... in quei casoni / brutti che sono venuti / su come funghi / in via Bli­gny, / oh... se ce n’erano/ di finestre abbuiate / in questi anni scorsi! / (Pare che non trovassero / da affittare...) / Adesso, però, / c’è la luce in tan­te; / quante famiglie / sono andate ad abitarci! / Qui c’è una strada /
tagliata a metà / in un prato, / là c’è una fabbrica / non finita... / Cit­tà... città... / «... Datemi da mangiare!...» / ... gridano... chi è?... / «... Da­ temi da mangiaaare!...» / ... gridano... laggiú... / Fra un tram e un car­ro / sempre quell’urlo!... / È un operaio, / mi dico, «Datemi / da lavo­raaare!...» / ... un operaio / qui della fabbrica, / di quelli, magari, / che hanno lasciato a casa / ... un disperato!... /
Sassi... contro i muri / bui di quelle case, / sassi sono quei suoi: / «da­temi da mangiaaare!...» / Sassi quei suoi: «... datemi / da lavoraaare!» / Sassi quei: «... se no / accoppatemi... maiali!» / Sassi contro i muri / di quei casoni / sordi laggiú!... / Vetrate... tendine / mauves alle finestre... / a quella luce / dorata – non so / perché – / dire­sti che è una sala... / Parlano: ... buffet... / Controbuffet... / Salle à-manger / della famiglia / perbene... / ... moglie... figli / e musagete se­condo. / «Radio Marelli / Milano...» / ... tavola / che sparecchiano... / «... Radiò Marellì / Milan... / ... conçert...» / ........ /

Lettura scenica di Dome Bulfaro per “La fontana malata” di Aldo Palazzeschi del 1909.

In occasione del Giorno della Memoria, una lettura scenica di Dome Bulfaro di “Se questo è un uomo” di Primo Levi.

Domenica 20 gennaio 2019 ho partecipato al programma di Radio24 “Voi recorder” di Pino Insegno.
Qui si può riascoltare il podcast integrale.

 

microfono per podcast 1 1400x800

Wow Poetry Slam 10 gennaio

Wow - Incendi spontanei & Mille Gru

In collaborazione con l’Accademia d’Ungheria

Presentano

W*P*S* - WOW POETRY SLAM

primo torneo italiano di gare poetiche con ospiti internazionali

Se il poeta fosse un surfista, l’onda perfetta che vorrebbe cavalcare sarebbe composta di lettere, parole, voci, versi, poesia. Potrebbe non arrivare mai come potrebbero arrivarne una dietro l’altra come sta accadendo col Wow Poetry Slam, il torneo di gare di poesie più prestigioso e stupefacente che sia mai stato realizzato in Italia ad oggi. La seconda onda perfetta si solleverà alta, per la seconda volta, a Roma il 10 gennaio 2019 ore 21, c/o l’Accademia d’Ungheria c/o Palazzo Falconieri, via Giulia 1.

Le gare di poesia sono un fenomeno in forte espansione non solo in Italia ma in tutto il mondo, eppure il Wow Poetry Slam risulta un torneo speciale, unico nel suo genere, perché è il primo in Italia ad ospitare, dal dicembre 2018 fino a maggio 2019, i migliori poeti-slammer internazionali (tra cui il poeta americano Marc Kelly Smith, ideatore del format “poetry slam”), i migliori poeti-slammer del Centro-Sud Italia, i migliori poeti-slammer del Lazio. Sono questi i “tre punti-cardine del meglio” su cui si fonda il progetto culturale di questa nuova scena, ideata dal collettivo “Wow - Incendi spontanei”.

Questo secondo atto del W*P*S - Wow Poetry Slam è realizzato in sinergia con l’Accademia d’Ungheria che funzionerà anche da sede dell’evento, perché prevede come ospite d’onore Bence Bàrany, poeta-slammer, campione ungherese, che ha rappresentato il suo Paese nel Campionato Europeo di Poetry Slam del 2016.

Ma la serata di gennaio, per chi vuole conoscere i protagonisti del mondo innovativo e performativo italiano, è un’onda perfetta da cavalcare anche perché l’ospite italiano è Fabio Orecchini, poeta che presenta un intervento tratto da Terrae Motus, opera che ha appena vinto l’ambito Premio Pagliarani 2018 per la sezione Innovazione. Inoltre in gara ci sono 6 dei migliori poeti slammer del Centro-Sud Italia: Sergio Garau (Sardegna), figura storica dello slam italiano e attuale Presidente della LIPS, Andrea Mazzanti (Marche), vicecampione italiano 2015, Camillo De Felice (Campania) e tre slammer del Lazio: Caterpillar, Casolino, Jacopo Lubich.

Il collettivo Wow - Incendi spontanei, fondato da giovani e giovanissimi, nato a Roma nel settembre 2018, non è votato – come direbbe Nicola Frangione – “non allo stupefacente apparire ma allo stupefacente essere”. Tra i suoi principali fondatori, ci sono anche i due MC (Maestri di Cerimonia) del Wow Poetry Slam, Dome Bulfaro, figura centrale dello slam italiano, co-fondatore della LIPS, e Giuliano De Santis, rappresentante italiano nel Campionato europeo 2015 e finalista italiano al Campionato Lips 2016. Introdurrà la serata il Direttore dell’Accademia d’Ungheria: Istvan Puskas.

Dichiarano Dome Bulfaro e Giuliano De Santis: “La collaborazione con l’Accademia d’Ungheria è il primo evidente passo del processo di internazionalizzazione che intendiamo attuare. Vogliamo accendere fuochi di poesia in tutta la città e trasformare Roma nella locomotiva del movimento slam del Centro-Sud, portando a piena maturazione quel lavoro e cammino fin qui svolto dal Poetry Slam Lazio, coordinamento LIPS (Lega Italiana Poetry Slam), guidato dallo slammer Valerio Piga

L'Accademia attualmente ospita la mostra "Luce in movimento" dedicato a Nicolas Schoffer nonché l'installazione di luce "Fracture" dei Glowing Bulbs come interpretazione contemporanea del grande maestro dell'arte luminocinetica, ambedue visitabili durante lo slam.

Giovedì 10 gennaio 2019 ore 21 c/o Accademia d’Ungheria,

Palazzo Falconieri, Via Giulia 1- Roma. Ingresso Libero

Ospite internazionale: Barany Bence (HUN).

Ospite nazionale: Fabio Orecchini (Lazio)

In gara: Caterpillar (Lazio), Casolino (Lazio), Camillo De Felice (Campania), Sergio Garau (Sardegna), Jacopo Lubich (Lazio), Andrea Mazzanti (Marche).

Mc’s: Dome Bulfaro & Giuliano De Santis

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APPROFONDIMENTI

COSA SONO IL POETRY SLAM E LA LIPS, LEGA ITALIANA POETRY SLAM

Il poetry slam è un format di gara di poesia ad alta voce, dove i poeti sono chiamati “slammer”, perché gareggiano fra loro mettendo in evidenza la loro bravura nel comporre e dire ad alta voce il loro testo poetico. Annualmente ne avvengono ormai più di 500 in tutta Italia, organizzati dalla LIPS, Lega Italiana Poetry Slam, in tre campionati nazionali: “individuale”, “a squadre” e “under 20”, tutti accomunati da una regola comune: a decidere il poeta vincitore è il pubblico.

IL PRIMO ATTO DEL W*P*S*: 6 dicembre 2018

Il primo atto del Wow Poetry Slam è innvece avvenuto il 6 dicembre 2018 con il Dani Orviz, campione spagnolo ed europeo 2012 nonché medaglia di bronzo alla Coppa del Mondo di poetry slam 2013. Questa prima gara, vinta per la cronaca da Antea Moro che l’ha spuntata su Giovan Bartolo Botta, entrambi abitanti a Roma, è avvenuta al Monk locale della Capitale tra i più frequentati da chi cerca cultura alternativa. Dopo la parentesi di gennaio all’Accademia d’Ungheria, il Wow Poetry slam tornerà stabile da febbraio a maggio al Monk con cadenza mensile, sempre di giovedì, quasi sempre il secondo del mese.

WOW – Incendi spontanei

Collettivo di Ricerca, nato nel settembre 2018 col fine di sostenere questo progetto e svilupparne molti altri di primo piano a Roma, relativi alla poesia contemporanea e non solo. Ideatori Dome Bulfaro e Giuliano De Santis & Valerio Santori. Altri componenti Gianmaria Nerli, Anna Mazzoni, Luca Scacchetti, Mattia Parini e Giacomo Golzi.

Accademia d’Ungheria in Roma 

L’Accademia d’Ungheria in Roma opera nella capitale dal 1927 e ha sede nel prestigioso Palazzo Falconieri, in parte opera dell’artista della Roma barocca Francesco Borromini. L’Accademia svolge una duplice funzione, di divulgazione culturale da un lato e di attività di ricerca e sostegno dei borsisti dall’altro. La sua missione è quella di diffondere i molteplici e variegati valori della cultura ungherese nonché della cultura delle minoranze etniche presenti sul territorio nazionale.

Dall’inizio degli anni Novanta venne rifondato all’interno dell’Accademia, l’Istituto Storico Fraknói, il quale organizza autonomamente attività di ricerca scientifica presso l’Accademia d’Ungheria in Roma. L’Istituto Storico Fraknói è membro dell’Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell’Arte in Roma, e contribuisce mediante questa collaborazione al consolidamento della fama ungherese negli ambienti scientifici di rilievo.

http://www.roma.balassiintezet.hu/it/

Mille Gru

Gruppo di Ricerca, Associazione Culturale di Monza e Casa Editrice. Attiva dal 2006 ha fatto la storia della poesia orale in Italia. Si sta distinguendo per il maggiore apporto alla ricerca e alla divulgazione nel nostro Paese della Poetry Therapy.

www.millegru.org, www.poesiapresente.it, www.poetrytherapy.it

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BIOGRAFIE AUTORI

Bence Barany

Poeta e slammer classe 1993. È nato e vive in Ungheria. Più volte sul podio nazionale, ha rappresentato il suo Paese nel Campionato Europeo di Poetry Slam nel 2016, evento in cui ha vinto il Premio del Pubblico.

Fabio Orecchini

Roma, 1981. Le sue opere attraversano diversi media artistici (poesia, performance, arti visive, installazioni) e sono rivolte all'analisi delle dinamiche linguistiche e culturali di incorporazione e controllo dell'immaginario. Ha presentato i suoi lavori i molti dei maggiori Festival italiani di poesia e Musei d'arte contemporanea. È presente nel documentario "GenerazioneY - Poesia italiana ultima" andato in onda su Rai5.  Nel 2014 ha pubblicato per i tipi di Luca Sossella Editore l’opera testuale e verbosonora Dismissione (post-fazione di Gabriele Frasca / prima ed. Polimata, Ex-tratione, 2010), in collaborazione con il progetto musicale Pane. Del 2015 l'installazione testuale ed artistica TerraeMotus,  con il libro di poesia Per Os (nota di Tommaso Ottonieri) pubblicato per le edizioni Sigismundus. Ha realizzato opere video con i poeti Elio Pagliarani, Giuliano Mesa, Giulio Marzaioli  (progetto [A]livepoetry ) e molti altri ancora.

Dome Bulfaro

Nato nel 1971 è poeta e performer tra i più attivi nello sviluppo della poesia performativa. Su invito degli Istituti Italiani di Cultura ha rappresentato la poesia italiana in Scozia (2009), Australia (2012) e Brasile (2014). Ha cofondato la LIPS, Lega italiana poetry slam e ha raccontato il movimento slam, internazionale e italiano, nel libro Guida liquida al poetry slam (2016). È ideatore e direttore artistico del festival PoesiaPresente.  È stato tra i primi in Italia a sviluppare e diffondere la poetry therapy. Sue poesie sono state pubblicate in vari Paesi: la prima volta negli USA con la silloge (Ossa, silloge tradotta nel 2006 da Christopher Arigo) e l’ultima nel Regno Unito (3 Ictus, 2016), con poesie tradotte da Cristina Viti. Il suo ultimo libro Marcia film (Scalino, 2016), è uscito in Bulgaria ed in traduzione in inglese. È tratto l’omonimo spettacolo teatrale, regia di Enrico Roveris, che ha firmato tutti gli spettacoli dell’autore.

Giuliano Carlo De Santis

in arte Logos, è nato a Bari nel 1993. Fondatore del collettivo poetico pugliese SlammalS, é stato campione dell’area Sud (Puglia, Calabria e Basilicata) del campionato LIPS - Lega Italiana Poetry Slam e finalista nazionale nel campionato 2016/17. Già campione nazionale del circuito SLAM ITALIA nel 2016, nel novembre 2016 ha preso parte all'European Poetry Slam Championship a Luvain.

Si dedica al rap e al freestyle dal 2008, arrivando per due volte sul podio del contest regionale Tecniche Perfette.

Nel 2015 vince il contest letterario "TalentO da Poeta" e nel 2016 pubblica il romanzo "L'Impero D'Inchiostro" per la SECOP Edizioni.

Vincitore del premio CoopForWords2016, prende parte alla rassegna "Ad Alta Voce" a Trieste, che raccoglie poeti e filosofi nazionali ed internazionali.

 

 

20181202 rapologia

«L’elemento più interessante del Poetry Slam è il continuo encomio riservato alla poesia, benché molti critici o professori di accademie, con le loro parole altisonanti, abbiano spesso e volentieri definito il Poetry Slam un “cabaret passeggero”. È proprio questo lo snodo focale di tutto il discorso. Il Poetry Slam, così come il rap e tante altre discipline o culture underground, sono armi in mano al popolo, ai più deboli. Sono strumenti in mano alla comunità, nei quali i più si identificano ed attraverso cui il volgo è in grado di esprimere la propria opinione. In periodi di crisi economica e politica come quelli attuali, con una diffusa diffidenza verso “il diverso”, l’arte rimane l’unica bussola da seguire. È l’elemento che ci accomuna, rendendoci tutti uguali.»

La recensione di Marco Carlotti su Rapologia.it di

SONG WRITING LIVE PERFORMANCE
CPM Poetry Slam – II Edizione
Giovedì 22  Novembre dalle 19:30 alle 21:00
SEGUI LA DIRETTA STREAMING

POETRY SLAM
Dopo il successo della I edizione, svoltasi in occasione dell’Open Week di Novembre 2016, torna al CPM il Poetry Slam. L’MC Dome Bulfaro condurrà la serata durante la quale si sfideranno 7 poeti:  

  • Simone Savogin, tre volte campione italiano di Poetry Slam LIPS (2015-2016-2017)
  • Luca Bernardini, neocampione italiano di Poetry slam LIPS 2018
  • Emanuele Ingrosso, vicecampione italiano Poetry Slam LIPS 2018 
  • Nicolas Cunial, quarto classificato al Campionato LIPS 2017, plurifinalista nazionale
  • Giorgia Cafaro, nuova promessa Poetry Slam LIPS
  • Gianmarco Tricarico, vincitore di numerosi Poetry Slam LIPS
  • Davide Ferrari, esponente di punta della nuova poesia dialettale

Se credete che la poesia sia noiosa è perché non avete mai partecipato a un poetry slam, la nuova frontiera dell'espressione artistica che ha rivoluzionato il mondo dei live. Attraverso la gara, condotta da una comunità libera e temporanea, formata da pubblico, autori e organizzatori senza alcuna barriera gerarchica, il poetry slam accompagna la poesia sul territorio del conflitto, sulla strada, nei bar affollati, nei locali dell'underground: gli unici luoghi dove può nascere un linguaggio condiviso che ancora non esiste.

Fonte: CPM

 

 

CPM Music Institute di Milano

scacciapensieri

I progetti di Poetry Therapy di Millegru per i più piccoli tornano nel mese di novembre con due appuntamenti a Milano (venerdì 16) in occasione di Book City Milano e a Vimercate (domenica 18) per la rassegna Piccino Picciò.

 

scacciapensieri 2

Venerdì 16 novembre alle 17.15, la Giocomotiva di Via Bonghi (Via Bonghi 28/30, Milano - tel. 02 89500893) ospita “Operazione scacciapensieri”.
Dome Bulfaro e Giacomo Nucci leggono da Ninniamo. Ninne nanne per dire sogniamoScacciapensieri. Poesia che colora i giorni neri editi da Mille Gru. Un pomeriggio di benessere per il cuore e la mente grazie alla lettura di una rosa di poesie e di speciali ninne nanne terapeutiche.
Età consigliata: 3-6 anni.
Ingresso libero

 

scacciapensieri 3

Domenica 18 novembre alle 16.30, delleAli Teatro ospita presso l'Auditorium della Biblioteca di Vimercate (Piazza Unità D’Italia, 2) Il laboratorio NINNIAMO condotto dal gruppo di Mille Gru per la "coppia" bimbo/mamma (o bimbo/papà, o nonna, o nonno, o zia, o zio...).
Anche per i piccolissimi! (da 1 anno).
In regalo il libro Ninniamo. Nanne nanne per dire sogniamo, tradizionali e nuove ninne nanne scritte appositamente da 15 poeti.
Se sei nervoso ti calmerà, se hai paura ti rassicurerà, ma se per il tuo bene devi dormire e non hai alcuna intenzione di farlo...ninniamo!
Un piccolo gioco-laboratorio sul tema delle emozioni legate al sonno: paure, ansie, dubbi... ma anche emozioni positive come mistero e scoperta.

POSTI LIMITATI, PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
Via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Telefonicamente, inviando un sms o un messaggio whatsapp al 3771304141
Online compilando il nostro modulo di prenotazione https://goo.gl/forms/1LDwxB5Kxc95wLQy2

INGRESSO LABORATORIO
9 euro a persona

Nelle attività di laboratorio, è necessario che i bambini siano accompagnati
Ad ogni coppia genitore + bambino (18 euro di ingresso) verrà dato in omaggio il libro NINNIAMO – NINNE NANNE PER DIRE SOGNIAMO.

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Questioni aperte nel poetry slam (a partire dalle finali LIPS 2017)

Di Dome Bulfaro (luglio 2017)

Campione

Simone Savogin ha centrato il triplete. Savogin Real. Così si è letto in alcuni post su FB e in qualche articolo uscito subito dopo queste, esaltanti, finali nazionali LIPS 2017. Eppure mai come quest'anno “il Savo” ha rischiato di perdere la corona. A mezzo punto dal cielo si è fermata, la splendida scalata da ciclista, di Andrea Fabiani. Terza Eugenia Galli, miglior piazzamento nazionale al femminile di sempre, nei quattro campionati LIPS dal 2014 ad oggi. Quarto Nicolas Cunial che è rimasto fuori dal podio per 0,10 decimi di punto, autore cresciuto poeticamente e performativamente in maniera esponenziale in questo ultimo anno.

Ma questa è la cronaca di come il merito poetico performativo si è mescolato al gioco della roulette russa. La fortuna se vuoi vincere devi averla schierata dalla tua parte. Francesca Gironi e Marko Miladinovic ad esempio, in quanto estratti per primi, hanno pagato un dazio pesantissimo. La giuria popolare scelta a caso nel pubblico è riuscita a trovare un metro di votazione solo dopo la prima performance di Simone Savogin, prova muscolare sulla quale ha costruito la sua terza consecutiva affermazione come Campione.

Campione di poesia? Di slam? Anche ma soprattutto “il Savo” è stato in questi anni Campione di saggezza, di umiltà, di silenzioso sostegno della LIPS, di disponibilità nel mettersi a servizio del movimento slam. Per volere dello stesso “savio” Savogin, nonostante sia stato lui a laurearsi campione, a rappresentare l'Italia alla prossima Coppa del Mondo di poetry slam andrà Andrea Fabiani. Si può cogliere la statura d’animo in questo gesto confermato dalla sua intervista rilasciata al giornalista Simone Rotunno de “La Provincia” di Como e Lecco: “Rappresenterà lui al meglio l’Italia alle finali di Parigi: è un bravissimo talento e merita molto. Sono onorato che partecipi Andrea al mio posto”. Perché se c’è una lezione che ti porti a casa dopo uno slam è la classe che dimostra un poeta in gara nel saper perdere e anche nel saper vincere.

I punti più importanti che puoi guadagnare in uno slam non li troverai scritti sul tabellone.

Dispositivi teatrali

Il dispositivo teatrale adottato quest’anno è quello che più mi ha convinto. Tre finali da sette finalisti che determinano con i primi 4 classificati per finale, la prima scrematura dei 21 finalisti nazionali. Una finalissima con 12 poeti in gara, passati a 6 dopo la prima manche e con un testa a testa ridotto a tre, per un triello che grazie a questo meccanismo selettivo ha prodotto un triello finale al cardiopalma. Perché lo slam è uno spettacolo costruito a canovaccio, che vive di regole narrative, che devono rispondere alle classiche domande di scrittura drammaturgica, a cominciare da questa: “come porto il pubblico a raggiungere il climax” della vicenda che stiamo raccontando.

La scelta di questo dispositivo narrativo esalta la gara rispetto a quello in cui tutti i poeti hanno il diritto, una volta entrati nell’arena della finalissima, di dire almeno due testi. Aiuterebbe il pubblico a capire meglio quale slammer spingere verso il podio ma allungherebbe anche i tempi, rischiando di appesantire il ritmo narrativo dello spettacolo.

La formula selettiva delle “tre finali + finalissima” è stata possibile anche perché queste –credo sia un’altra nota di merito e maturità raggiunta dalla LIPS in quanto Slam Family italiana– sono le prime finali nazionali organizzate direttamente dalla LIPS, in cui i tre principali enti ospitanti – il Forum Giovani di Monza, il Macao di Milano, la coop di Mezzago– non hanno posto e non avevano particolari vincoli. I direttori artistici dei tre festival degli anni scorsi che hanno adottato le finali – PoesiaPresente (2014), La Punta della Lingua (2015) e Parole Spalancate (2016) – assumevano giustamente anche la direzione anche delle finali. che dovevano incastrare con il resto degli eventi in programma.

Lo slam è uno spettacolo che si scrive mentre si gira.

Lo speech

Queste sono state le finali dove tutti gli MC, per la prima volta, hanno potuto mostrare il proprio stile. Si è potuta comparare la loro capacità di tenere il palco, il loro essere equanimi, intrattenitori, rapsodi, stimolatori della criticità, preparati, completi, reattivi agli imprevisti, empatici, interattivi, carismatici nel condurre uno slam da veri Maestro di Cerimonia.

La politica inclusiva degli MC adottata fino alle finali dell’anno scorso ha forse pagato in termini di spettacolo, perché con due o tre MC sul palco, si dinamizza di più lo show. Però è anche vero che si rischia ancor più di complicarsi la vita, specie se il duo o il trio non sono ben collaudati, com’è invece il caso di Paolo Agrati e ScartyDOC, i due MC che hanno condotto la finalissima 2017, in cui i ruoli di protagonista e spalla sono stati chiari e smistati con meccanismi ben oleati.

È l’anno in cui gli MC non si sono misurati con lo speech. E se lo slam è una Fiesta, riprendendo Hamingway, l’MC è il torero, e lo speech è il toro più difficile da infilzare. Lo puoi affrontare tutto in un blocco, la sfida più pericolosa, o frammentare nel corso dello slam, ma il keynote speech va afferrato per le corna e decapitato. Perché il poetry slam è una Fiesta in cui il patto di corresponsabilità tra pubblico, poeti e MC, non può venire meno, e va firmato col sangue del toro e, tramite il rito del sacrifice, anche con quello del torero.

Gli MC di quest’anno sono veterani del palco, scafati lupi di mare, a cui poco si può insegnare e da cui tutti noi tanto abbiamo da imparare. Hanno galvanizzato il pubblico a dovere e reso queste finali, come le precedenti, entusiasmanti. Però il sacrifice e lo speech sono le due grandi sfide di questa cerimonia: se non le accetti lo slam t’incorna, come un toro col torero, e trafiggendo il tuo trajes de Luces, anche le paillettes dello slam, per i buongustai di questo rito sociale, brillano di meno.

Ci sono poetry slam in altri Paesi in cui lo speech non c’è mai stato o è decaduto. Lo stesso sacrifice non appare tra le regole obbligatorio. Eppure senza uno di questi due riti di passaggio, anche il senso dello slam s’impoverisce, gira lo sguardo verso lo show e volta un poco le spalle all’aspetto più politico del poetry slam.

Lo speech è lo spartiacque principale che simboleggia due scuole di pensiero su come interpretare il ruolo dell’MC. Scuole che a ben vedere ritroviamo identiche anche alle radici dell’Hip Hop americano: da un lato la scuola più “politica”, in cui è forte il senso di responsabilità nei confronti della comunità, dall’altra quella più votata al divertimento. A queste due scuole se ne è aggiunta una terza, votata al solo divertimento, per ora arginata nel sottobosco dello slam, che di pensiero slam ne mette poco o niente. Su questa possibile deriva, la LIPS, in quanto Slam Family d’Italia, qualche strategia e riflessione critica in più dovrà attuarla.

 

Poeti e organizzatori

Queste finali ci dicono con eloquenza che il movimento slam italiano sta facendo maturare tanti poeti, giovani e non. Ogni anno gli slammer in gara sono sempre più preparati, sia nel testo che nella performance, le due componenti qualitative (gli MC devono sempre ricordarlo al pubblico) che la giuria popolare, una volta estratta, deve misurare e condensare in un unico voto.

Che il tasso qualitativo si sia notevolmente alzato lo possiamo riscontrare anche dal maggiore ricambio di finalisti registrato rispetto agli anni scorsi. Dei venti dell’anno scorso, si sono confermati solo in cinque: Bartolini, Iachini, Miladinovic, Gironi e Savogin. Non è più scontato per nessuno arrivare in finale.

Stanno inoltre crescendo molto i Collettivi. Se l’anno passato si era affermato Zoopalco di Bologna, quest’anno nell’orbita slam sono giunti a piena maturità anche il PSA Abruzzo e i Mitilanti di La Spezia. Non solo in termini di apporto numerico ma anche, ed è il profilo più importante, di propria identità. Stando alla classifica della finalissima e guardando alla effettiva provenienza dei poeti (e non ai Campionati regionali nei quali si sono qualificati), la Liguria (con Fabiani e Bonomi) e la Sardegna (con Demontis e Doro), hanno segnato il maggiore salto di qualità rispetto agli anni passati.

L’ospite straniero, il poeta argentino Ignacio Perini, avrei preferito giocarmelo nella finalissima e non nelle finali, ma non si può essere d’accordo su tutto. Al di là delle fisiologiche differenze di vedute, va sottolineato che la direzione artistica di Paolo Agrati e ScartyDOC è stata ottima. Come tutto il supporto LIPS. Specie del neo Presidente Sergio Garau e della evergreen segretaria Elena Gerasi, sempre sul pezzo.

Chi credeva o temeva, me compreso, che questo sarebbe stato l’anno dell’invasione della Stand-Up Poetry si è dovuto ampiamente ricredere. Dei dodici che hanno guadagnato la finalissima, solo Andrea Fabiani, che peraltro pratica una stand-up soft, rientra in questo genere. I detrattori dello slam dovranno aggrapparsi ad altri appigli per sconfessare quello che, disposti o no ad ammetterlo, è il movimento che sta cambiando le coordinate di riferimento della poesia italiana.

 

Classifica della finalissima LIPS 2017

sabato 8 luglio
piazza Roma – Monza h 20:45
MC’s Paolo Agrati e Davide Passoni
A seguire Guido Catalano

1° Simone Savogin

2° Andrea Fabiani

3° Eugenia Galli

4° Nicolas Cunial 
5° Andrea Bonomi 
6° Robero Demontis 
7° Matteo Di Genova

8° Vittorio V Zollo

9° (ex aequo) Alessandro Doro

9° (ex aequo) Francesco Bastianon

11° Marko Miladinovic

12° Francesca Gironi

Gli altri 9 finalisti usciti nelle tre finali: Marea Mammano, Mattia Zadra, Emanuele Ingrosso, Ciccio Rigoli, Lorenzo Bartolini, Manuel Lavoriero, Karolina Luce, Giuliano Carlo De Santis, Riccardo Iachini

Principali organizzatori

Come ho scritto nella Guida liquida al poetry slam (Agenzia X, 2016): “Gli organizzatori sono tenuti in alta considerazione. Non solo avviano il processo di realizzazione dello slam ma si occupano per esempio dell'ospitalità degli slmmer, non di rado mettendo anche la propria casa a disposizione”. Rendiamo quindi merito a tutti gli organizzatori delle oltre 250 gare eliminatorie, in particolare ai coordinatori (c) e vice (v) del Campionato LIPS 2016-2017.

Lombardia: Davide Passoni (c), Lorenzo Ferri (v) e Marko Miladinovic (v. Canton Ticino) 
Trentino-Alto Adige: Lucia Rosanna Gambuzzi (c) Adriano Cataldo (v - Adriano Catd)
Veneto: Alessandro Burbank (c) 
Friuli-Venezia Giulia: Christian Sinicco (c), Giuseppe Nava (v), Matteo Danieli (v) 
Piemonte e Valle D’Aosta: Alessandra Racca (c), Arsenio Bravuomo (v)
Liguria: Filippo Balestra (c), Alfonso Pierro (v), Andrea Fabiani (v) 
Emilia-Romagna e Toscana: Silvia Parma Due (c), Iachini Riccardo Iachini (v)
Toscana: Nicolas Cunial (c), Rosaria Rosi Lo Russo (v) 
Marche e Umbria: Luigi Socci (c), Alessandro Seri (v) Francesca Gironi (v)
Abruzzo e Molise: Alessandro Scanu (c) e Matteo Di Genova (v) e Abruzzo PSA: Dimitri RuggeriAlessandra ProsperoAndrea Pompa.
Puglia, Basilicata e Calabria: Andrea Bitonto (c), Donatella Gasparro (v), Francesco Franco Fittipaldi (v)
Lazio: Valerio Piga (c)
Campania: Francesca Tiresia Mazzoni (c), Vittorio V Zollo (v), Andrea Maio (v)
Sicilia: Nausica Zocco (c), Alessandro Puglisi (v), Officina creativa (v)
Sardegna: Sergio Garau (c), Giovanni Salis (v)

Comunicazione LIPS: Massimo Mirabile (c), Davide Passoni (v - grafica)
Rapporti estero: Sergio Garau (c), Elena Gerasi (v)
Finali 2017: Paolo Agrati (c)
Slam speciali: Lello Voce (l’ultimo organizzato al MAXXI di Roma)

Finali organizzate dalla Slam Family

LIPS - Lega Italiana Poetry Slam

direzione artistica: Paolo Agrati e Davide ScartyDOC Passoni

in collaborazione con:
Forum Giovani Monza
Comune di Monza
Carrobiolo2000
Coop Mezzago
Palazzo Archinti
Bloom Mezzago Official
Poetry Slam Lombardia
Macao
MACAO Poetry SLAM
SLAM
Slamthepoetry
incastRIMEtrici
Mille Gru

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Poetry slam: carta canta dei Diritti

Tutti i principi riassunti in un solo pamphlet

Mettiamo in fila le frasi più note che sintetizzano lo spirito del poetry slam:

1- “I Slam, therefore I am

2- Chiunque è benvenuto. Lo slam dovrebbe essere aperto a tutte le persone e a tutte le forme di poesia (Marc Kelly Smith)

3- I punti non sono il punto; il punto è la poesia (Allan Wolf)

4- Lo slam afferma che la poesia è un diritto delle comunità” (Lello Voce)

Vi renderete conto che il motto “I Slam, therefore I am”, durante il rito sociale del poetry slam, si trasforma e va riconiato in We Slam, therefore We are.

Ho composto una Carta dei diritti affermati col poetry slam, capace di sintetizzarne e cantarne i principi. Nelle settimane a seguire li argomenterò punto per punto, con l’intento di aprire un confronto collettivo più lucido e consapevole di quanto sia avvenuto ad oggi, circa le questioni che il poetry slam coi suoi principi anima.

Alla Carta canta dei Diritti seguirà una Carta canta dei Doveri affermati col poetry slam, con finale scanzonato, come spero suoni il principio 12, posto qui a chiusura.

Democratizzazione

Principio 1- Il poetry slam è una democrazia temporanea fondata sulla poesia.

Principio 2- La sua natura comunitaria, inclusiva, interculturale, libertaria, si può riassumere in una delle massime del suo ideatore, il poeta Marc Kelly Smith: “Chiunque è benvenuto. Lo slam dovrebbe essere aperto a tutte le persone e a tutte le forme di poesia”. All’entrata di uno slam non troverai buttafuori: che tu abbia le scarpe bucate o il frak, lo slam ti butta-dentro.

Principio 3- Il poetry slam afferma il diritto insurrezionale quanto scanzonato di occupare da parte di un gruppo, qualunque spazio-tempo per trasformarlo in luogo informale, comunitario, della poesia. “Lo Slam è stato veicolo di democrazia perché ha riaffermato con forza che la poesia è parte ed elemento della comunità, (…) è un diritto delle comunità” (Lello Voce). Ogni luogo, grazie alle comunità, ha il diritto di elevarsi a casa della poesia.

Principio 4- Il poetry slam è il gioco delle responsabilità. Garantisce il diritto di parola. Ogni persona del pubblico ha il diritto/dovere di esprimere la propria opinione critica su tutto ciò che accade durante lo slam; ogni poeta, nel rispetto delle regole slam, ha il diritto di proporre il proprio stile e genere di performance poetry. “I punti non sono il punto; il punto è la poesia” (Allan Wolf)

Emancipazione di ogni partecipante 

Principio 5- “I Slam, therefore I am”. Ogni persona in gara ha il diritto di sentirsi un poeta, anche solo per qualche ora della sua vita. Ogni persona del pubblico ha il diritto di sentirsi, anche solo per qualche ora della vita, un giurato della poesia. Il poetry slam ti garantisce un diritto di cittadinanza nei luoghi della poesia. A te giocartelo, qualunque sia il tuo ruolo, più che mai presente.

Principio 6- Ogni poeta in gara, nel poetry slam, ha il diritto di mostrarsi per chi è, avvicinandosi grazie alla poesia, al proprio sé.

Principio 7- Nel poetry slam, a differenza dello Stato, la frase “la legge è uguale per tutti” suona un po’ più veritiera.

Liberazione della poesia

Principio 8- Il poetry slam afferma che la poesia non appartiene a nessuno se non a se stessa. La poesia quando si manifesta è sempre anche questo ma mai solo questo. Favorire il diritto alla contaminazione delle arti e moltiplicazione dei generi e sottogeneri di performance poetry è proprio di questa gara di poesia orale.

Principio 9- Il poetry slam afferma il diritto che la poesia si manifesti anche quale rito sociale (e non solo come fatto individuale) di tutte le persone partecipanti, dal vivo (e non in un mondo virtuale), al di là dell’età, dell’estrazione sociale, nonché del grado e della provenienza culturale. L’interculturalità è un valore dello slam.

Principio 10- Il poetry slam riafferma il diritto di ridere con la poesia, della poesia, per la poesia. I poeti hanno così tanto sacralizzato la poesia da ridurla ad icona collettiva irraggiungibile e sorda ai più, quasi fosse un pavone altezzoso, tutto avvolto nel suo piumaggio, borioso, un vero pallone gonfiato, tronfio come una mongolfiera, priva di zavorre e attaccata alla terra da poche, esili, corde. Il poetry slam sostiene un'idea: la poesia è un diritto di tutti.

Risultato delle tre emancipazioni 

Principio 11- Ogni poetry slam è un’unica, spettacolare, non replicabile, poesia comunitaria: We Slam, therefore We are.

Principio 12- Non prendere troppo sul serio i primi undici principi: rilassati, gioisci, alla fin della fiera, lo slam è una festa della poesia. Lo stesso poetry slam, in svariati modi, persino con l'antislam, non perde occasione di ridere di sé.

(Grazie a Sergio Garau e a Nicolas Cunial con cui mi sono confrontato prima di pubblicare questa prima Carta. Foto di Maria Gigni, c/o Civico Liceo Linguistico "A. Manzoni" di Milano, cogestione 9 febbr 2017)