Dome Bulfaro

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Marcia Film è la mia ultima prova. Libro, reading, spettacolo e CD. L'immagine dell'uomo che corre/in bilico s'un piede l'ho ideata in prima persona mentre la grafica è frutto della collaborazione con Simona Cesana che fin da Versi a morsi cura la comunicazione delle mie più importanti attività poetiche, performative e artistiche.

 

MARCIA FILM, READING

Il primo nucleo del libro "Campana suite" è stato presentato come reading il 5 settembre a Firenze 2014 all’interno del PPPP_ La Passera Poesia/Performance in Piazza a cura di Rosaria Lo Russo. Da allora estratti dal libro in fieri in forma di reading sono stati proposti in un centinaio di occasioni, tra le quali in duo con Francesco Aroni Vigone (sax) anche nella Finalissima LIPS 2016 di Genova per lo storico Festival "Parole Spalancate" diretto da Claudio Pozzani .

 FotoMariablu Scaringella Bisceglie2016

Foto Mariblu, Festival "Notte di poesia al Domen", Bisceglie (BA), 2016. Diretto da Teodora Mastrototaro e Maurizio Evangelista

 

MARCIA FILM, LIBRO

Il libro è uscito in edizione italiana, e uscirà a breve anche in edizione bulgara, entrambe le pubblicazioni sono per la casa editrice Scalino di Emilia Mirazchiyska, che ne cura anche la traduzione insieme a Evelina Miteva.

Fin dal suo debutto la poesia di Dome Bulfaro si è contraddistinta per gli scenari fantascientifici in cui egli ambienta i suoi versi metro-­visivi. Il ritrovamento di uno scheletro che, carnificando, torna in vita (Ossa/Carne, Marcos y Marcos/D’IF, 2001/2006), il crollo del Duomo di Milano e quello che i milanesi decidono di compiere dopo il crollo (Milano Ictus/Prima degli occhi, Mille Gru, 2010/2015), incorniciano ed innescano le due precedenti opere.
In questa terza e ultima prova, Marcia film, Bulfaro narra di una marcia violenta, inarrestabile, di personaggi fantastici dai valori “marci”, che non si fermano nemmeno di fronte alla propria autodistruzione: “e su quel muro si sono schiacciati uno sopra l’altro / come mosche”. Delle migliaia e migliaia di personaggi che marciano trionfali, srotolandosi nel tempo con le loro vite da film, Bulfaro si sofferma su tre storie noir, tese tra fantasmagoria e distopia, che per ritmo, forma e potenza immaginifica, rimandano ai Canti Orfici di Dino Campana.
Non a caso intorno alla figura di questo poeta ruota la prima immaginaria storia; mentre da una bambina minvestita sui passaggi pedonali da una Ferrari nasce la seconda iperbolica vicenda di “Zebra blues”; infine chiude il libro il terzo racconto che ha per protagonista proprio il regista “impeccabile” di Marcia film.
L’opera rappresenta l’ultima frontiera della ricerca dell’autore, caratterizzata fin dal suo esordio (1997) dalla volontà di coniugare la pratica della scrittura con quella dell’oratura, forgiate l’una nell’altra, nella perenne ricerca di un punto d’equilibrio ideale quanto precario, che trova una delle sue corrispondenze più pregnanti nella “grazia della resa” di questo Marcia film. (dalla scheda libro)

" La fantasmagorica attenzione di Bulfaro alla realtà ed alle possibilità espressive trova il ponte ideale non solo per la re-invenzione linguistica che talvolta ci riportano al Lewis Carrol di Alice nel paese delle meraviglie quando non allo scrittore spagnolo Eusebio Blasco ed alla sua operetta El joven Telémaco ma anche allo svizzero Peter Bichsel de Un tavolo è un tavolo o il Raymond Queneau di Zazie nel metro ed i suoi pentasillabi monofasici, ma alla creazione di un contro-mondo immaginifico e reale, necessario per fare perdere i confini della realtà ma al contempo consapevole del valore della finzione letteraria. (Fabiano Alborghetti)

 Dome cover Marcia film      Dome quarta Macia film

 

MARCIA FILM, CD

Di Marcia Film esiste anche un CD, che contiene del libro i brani "Zebra blues", "Fifì e gli uomini-bestia", "Mangiacuori" e l'inedito "Diciarazione di guerrAmore a San Valentino" + altri 8 brani tratti dal mio primo libro "Ossa Carne". Il progetto del CD è di Veronica Vismara. Oltre a me e a Veronica in questo CD suonano grandi musicisti jazz come Silvia Bolognesi (contrabbasso), Filippo Monico (percussioni), Luigi Ranghino (pianoforte) e Francesco Aroni Vigone (Sax) che ha composto anche le musiche degli 8 brani tratti da "Ossa Carne". Marcia Film CD è edito dalla CMC Records, storica etichetta del jazz indipendente.

cdMARCIAFILMfotoconcertoCanzoniaContatto

 

Di seguito il testo delle mie 8 poesie tratte da Ossa Carne / Bones Flesh e riproposte in forma canzone nel CD Marcia Film. Canta Veronica Vismara. Musiche composte da Francesco Aroni Vigone. Dome Bulfaro seconda voce + Monico, Bolognesi e Ranghino. I brani componevano il progetto Canzoni a Contatto e poi sono confluiti in questo progetto. Gli altri 4 brani che compongono l'altra metà del CD sono pura spoken music, dove interpreto i versi tratti dal libro Marcia film e il quartetto Aroni Vigone, Monico, Bolognesi, Ranghino improvvisa in sala d'incisione, al modo jazz, senza conoscere il testo, buona la prima.

Durata 60'

Registrato il 26/27 marzo 2016 presso Jambona LAB a Cascina (PI). Mixato e masterizzato il 9 maggio 2016 da Antonio Castiello presso Jambona Lab

 

 

Io non so nulla di poesia ascolto il polso con l’orecchio. Contatto 3

 

Io non so nulla di poesia ascolto il polso con l’orecchio

e trascrivo sulla carta ciò che ogni rivolo mi detta

passo ore annodando asole nel vuoto brevi ricordi

che non vuoi dimenticare come quando nostra madre

ci insapona con le papere in una vasca di sangue

fraterno, o nel loro letto per contagiarci l’amore

 

 

Come deglutire tutto il mare, farne il mucchio. Contatto 25

 

Come deglutire tutto il mare, farne il mucchio

che sono? Come stipare ogni voce nella punta

della matita? Come raggrumare giostre

corsie ospedaliere, nello stesso tallone

accomodare te e il padre del tuo cognome? Cantare

questo è il solo sangue che il poeta può donare

consonante dopo vocale, dissanguarsi nel tovagliolo

del bar scrivere - le poesie sono di chi se le beve -

le poesie t'affacciano nel precipizio della pulsazione

per questo canto perché nella gola nessuno del coro

mai s'estingua perché quando canto m'illudo d'incarnare

l'unica lingua canto perché io non danzi con un moribondo

tuono, canto perché quando canto solo canto sono

 

 

Mento contro mento ad angolo retto. Contatto 9

 

Mento contro mento ad angolo retto

per avere angeli invece di uccelli

sui peli e sulle punte delle dita

occhi, ciglia affilate come forche

che sanno riporre nelle unghiate

l’emorragia degli istanti tra bacio

e bacio dopo quel vuoto tangibile

che è inseguirsi bruciarsi è promemoria

del nostro distruttivo essere tempo

inconciliabile vento contro vento.

Denti contro denti un silenzio cruento

fuori nessuna grinza ma nel ventre

l’aglio me bello che sputa a me vecchio

le due carrozzerie ridotte a un pugno

sul grugno non mi spaventa l’impatto

ma vivere senza che luce aumenti

trasmigrare di grembo in grembo sempre

tremo all’idea tu sia una folata

io un guanto, che tutto non sia perfetto

mento contro mento ad angolo retto

 

 

A qualsiasi ora sveglio la folla disegno. Contatto 4

 

A qualsiasi ora sveglio la folla disegno

muto la grata in versi a cui confesso uscite

dono la voce al nostro angelo seppellito

 a chi vola esiliato, vedo i seppelliti

vederci orbi pararci dalla loro luce

esplosaci nelle sbracciate disperate

 

 

La tua gioia è la mia agopuntura, simula. Contatto 24

 

La tua gioia è la mia agopuntura, simula

lo stesso numero di scarpe, piedi giunti che rendono l’increspatura

di non essere il passo che sono, meno duro e lento allo sprofondare.

Ci copiamo non capiamo chi è sole o riflesso pare bello annegare

mi sento mare che abbraccia mare specchio d’universo solo quando

ti asciugo le lacrime col mio pane

 

 

È da quando sono donna che dissanguo gli anni. Contatto 22

 

È da quando sono donna che dissanguo gli anni

batto la strada gli lavo i piedi coi capelli

e con spilli non più sotto il tacco ma come una farfalla

dispiego le ali e il dorso s’una bacheca di rovi t’accolgo

crocifissa per dirti quanto misura un battito materno

quanto una madre spiri di crepacuore per qualunque figlio

quanto essere madre sia condanna madida d'eterno

 

 

Dunque questa sono io? Quercia al primo braccio? Contatto 5

 

Dunque questa sono io? Quercia al primo braccio?

Questo braccio di mille rami su cui il cielo siede

a cavalcioni? Quello sono io? Nome che si somiglia?

Somiglianza che si prosciuga? Sete sono io? Sangue

non risalito alla sorgente? Sorgente che si domanda?

Domanda che s'ostina di carne in carne? Ostia incosciente?

 

 

Una madre storta sul canarino. Contatto 5

 

Una madre storta sul canarino

 è vasta più d’un matrimonio un dio

la sua mano è gradina che percorre

la nuca e sbozza nel cranio carezze

scoprendo fra i capelli angoli, urgenze

rattrappite – craniate nel buio ragli

quel folle brancolare nell’abbaglio

che urta statua e scultore nella scaglia –

la madre sul bambino… quel non più

loro parlarsi per fosse comuni

 

Il video ufficiale di "Mento contro mento" ideato e realizzato da Victor Bianchi

 

MARCIA FILM, LO SPETTACOLO

La prima dello spettacolo Marcia film è avvenuta domenica 11 dicembre 2016, Teatro Binario 7 di Monza, regia di Enrico Roveris.

MARCIAFILMinvito

 

Marcia film

di e con Dome Bulfaro

regia Enrico Roveris

Trama

In marcia, inarrestabili, migliaia di personaggi fantastici sfilano in rassegna con le loro vite da film. Uno a uno Dome Bulfaro interpreta le storie di Cane sciolto, Batte Botte, Mangiacuori, Fifì, gli uomini-bestia, la bambina-Zebra, gli Impeccabili, tutte anime bastarde alla ricerca di un senso sul perché e dove stiano andando.

La regia di “Marcia film” è di Enrico Roveris che, come le precedenti produzioni di Mille Gru, forma con Bulfaro il duo che sviluppa il particolare percorso artistico di teatropoesia della loro Compagnia.

Stile e poetica

Tutto recitato in marcia, senza mai smettere di narrare camminando e correndo, Bulfaro, con la regia di Roveris, intesse gesto della parola e azione corporea per creare una partitura narrativa incalzante, cinematografica, in cui dettato poetico e interpretazione, trasformano le singole vicende dei personaggi perlopiù scritte in metrica con piedi regolari, in pura poesia vivente, con un finale commuovente “aggrappato a un lembo”, su un solo piede.

Passo dopo passo, verso dopo verso, si attua nella crescente resa della parola poetica quella resa fisica e psichica del corpo finalizzata ad una vera espiazione del poeta che, in quanto medium, guida nel respiro della poesia se stesso e gli astanti ad una catarsi personale e collettiva.

Produzione Mille Gru

Genere Teatropoesia

Durata 75’