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Monza 2007 Teatro Binario 7

 

 

Versi a morsi, silloge composta da Dome Bulfaro alla fine del 1997, consta di sei testi taglienti per contenuto e forma, strutturati come i denti, in distici ottonari doppi.

Sei reietti, attraverso il racconto smozzicato della loro storia privata, disegnano con tratto ironico/cinico il profilo cariato della Milano di “mani pulite” .

La lettura “a morsi” di Dome Bulfaro sperimenta nella composizione e nell’emissione dei versi, sonorità poco esplorate che intendono attribuire ad ogni poesia un’amplificazione di significato.

La voce dell’autore, dal 1998, si intreccia con patner di batteria appositamente composti dal batterista jazz Massimiliano Varotto.

La sfida per entrambi gli artefici, ad ogni verso detto, è quella di realizzare con pochi mezzi una lettura poetica di straordinaria forza comunicativa.

Nel 2008 uscirà Versi a Morsi, libro con DVD realizzato dalla casa cine-televisiva Ester Productions a cura di Alessandro Leone, che documenta un estratto del reading poetico che Bulfaro e Varotto hanno eseguito nel febbraio 2007 al Teatro Binario 7 di Monza all’interno di PoesiaPresente, stagione poetica 2006-2007. Nota introduttiva di Luigi Nacci

 

FotoMarcoZanirato2007

 


 

RINGHIO JAZZ
(da leggere a denti stretti)

Piorrea generazionale, crolli di ponteggi big bang

per certi fraseggi be-bop. Charlie Parker io traballo

                         

Denti tremolanti denti, senza più radicamento

denti strimpellanti denti, strumento jazz per pezzenti

                         

Movimento di tromba ad $, suono per razze di genti

I pigmenti della pelle? Ci soffio se me la salvo

                         

Origlio grugniti proprio nel cuore del nord: Milano

la batteria getta il piatto perché tu sei fuori tempo

                         

Sei Nike di Samotracia resistita ai Futuristi.

Mordo le sue ali di marmo, a costo Chet, di sbriciolarli

                         

Li digrigno e li costringo, stringo fino a frantumarli

ringhio tremendi strombazzi, i tuoi palazzi tremeranno

                         

Logore le corde e rauche, di chi ha stramazzato troppo.

Lady Day con me ristrilla, a questa metropoli sorda

                         

E' giustizia da Ku Klux Klan? Scomparsa come Bunk Johnson.

Tornerai ed io ed altri per ... regalarti una dentiera

                         

Ragazzi costretti a udire il sax tra rumori di scale

pedonali a pianoforte. La città suona coi piedi

 

 


 

 

DENTATUTA DI PANTEGANA O QUASI

(da leggere con una cosa in bocca)

 

Né naso per i tartufi, viados docciati al lume.

Mi sdraio sulla strada sodo, alla Polis verrà fame!

                         

Nella nebbia bubbonica qualche mozzico ti fotte.

E’ buona la mia carne, talvolta anch’io ne approfitto

                         

Se è poesia, quella spellarla, dallo sculettamento

dei tunnel metropolitani. Proporci San Deretano

                         

L’artrosi del Pirellone, la geriatria per le strade.

su bici con giù la pata: Casa Chiusa la mia City

                         

Di tre/quarti o la facciata e .... le fognature del Duomo?

Il Naviglio ci trascina in busecche di cartolina

                         

Vuoi un pene, un polmone, un rene? Noi in lei, tra pianti di cuore

sss arriva colui che poeta ssst! Tutti; scopa; di; saggina!

 

 Denti

Dita gola

Fiati

Lupo

Nuovo Pantegana

Legg

Pantegana

Ringhio

Totale a morsi