
Isidoro Concas mi ha intervistato per il sito della LIPS
Un estratto, la versione integrale è a questo link
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recentemente è uscito Performare Poesia (Puntoacapo, 2025), una tua raccolta di materiali attorno il portare sulla scena la parola. Anni fa, invece, con la tua Guida liquida al Poetry Slam (Agenzia X, 2016), pubblicasti una pietra miliare della letteratura attorno allo slam in Italia. In che modo ti sei approcciato e con quali intenti, allora come oggi, al produrre materiale testuale attorno a ciò che dal testo parte, sì, ma per andare in altre direzioni?
Ho scritto il libro Guida liquida al Poetry Slam (nelle librerie dal 5 maggio 2016), ideato e dato forma alla LIPS con Christian Sinicco e Max Ponte (luglio 2013 – 30 novembre 2013), con i primi due direttivi LIPS (novembre 2013 – giugno 2016) ho dato tutto me stesso dentro e fuori dalla LIPS sempre per lo stesso motivo: dare alle persone ciò che io negli anni di formazione non ho avuto, ovvero un luogo reale o simbolico, una rete e un tetto robusti e ben radicati, dove poter coltivare la propria poesia, specie quella performativa. Il libro Perfomare poesia. Manuale in forma di diari e manifesti è l’ultimo dei tasselli di una continua azione di crescita e sostegno da parte mia per servire la Poesia. Sono un servitore della Poesia. In particolare quella performativa poiché in quanto pratica poetica che coinvolge integralmente tutto il corpo è quella che meglio favorisce i processi di trasformazione del Sé individuale e collettivo (per usare due termini riconducibili a Jung). La nascita della Slam Family italiana e del Primo Campionato LIPS (settembre 2013) ha generato un movimento di controcultura che abbiamo cercato con Christian Sinicco (figura capitale per la creazione della LIPS), di canalizzare e sviluppare strategicamente. Ti devi chiedere costantemente dove è bene che vada, cosa puoi dare e in che modo puoi aiutare lo slam a crescere e non cosa puoi prendere e ottenere di personale dallo slam. Marc Smith su questo, parlando di Slam, è stato chiarissimo. Non sto dicendo che puoi controllare lo sviluppo del movimento slam – non è possibile e non sarebbe nemmeno sano – ma direzionarlo affinché non prenda derive nocive: questo abbiamo cercato di farlo con spirito critico e autocritico sempre attivi. Osservando in dettaglio il mio operato dal luglio 2013 al giugno 2016, data in cui ho lasciato il mio ruolo di Presidente della LIPS, si può comprendere facilmente cosa intenda. La Guida liquida ha completato sul piano simbolico-letterario un’operazione dal basso di “rivincita della Poesia” (sottotitolo del libro) iniziata con la creazione della LIPS. Troppo spesso ci si dimentica lo stato di salute in cui versava nel 2012 lo slam italiano. Lello Voce (poeta-intellettuale, stratega del movimento slam) in risposta a una domanda postagli da Andrea Inglese ne fa una lettura e diagnosi di quel tempo che confermo: lo slam italiano nel 2012 era in piena “crisi: forse è arrivato il momento di iniziare a riflettere tutti su modi, tempi, luoghi, prospettive dello Slam, che altrove già corre verso il futuro. L’Europa e il mondo rischiano di lasciarci ancora una volta fuori della porta…”. La LIPS è stata la nostra risposta vigorosissima a questa crisi. Nel giro di soli tre anni siamo passati da un movimento slam in “crisi”, disunito, privo di una rete e un habitat culturale fertile, ad avere la Slam Family più radicata e diffusa d’Europa, con una storia e un’esistenza certificata dalla letteratura (questo uno dei ruoli della Guida liquida) e una ripresa energica con la LIPS di quel ruolo internazionale da protagonista che lo slam italiano aveva da subito rivestito, per merito degli slam internazionali e della visione di Lello Voce. Questo mandato “glocale” che il movimento slam italiano con la fine di Absolute Poetry di Monfalcone (2010) aveva smarrito – tenuto vivo solo da qualche isolata realtà (a Trieste con gli Ammutinati, a Monza con Mille Gru, a Bolzano con Lene Morgenstern) – è un fuoco che noi della LIPS dovremmo sempre tenere sempre ben alimentato. L’altro fuoco da tenere sempre vivo è l’apertura alare di cosa sia la poesia performativa, di cui la “slam poetry” rappresenta solo uno piccolissimo spicchio. Ma quindi come assaggiare e gustare l’intero frutto della performance poetry? Perfomare poesia, come dici tu Isidoro, va a colmare questo vuoto macroscopico: mancava un Manuale che, coniugando pratica e teoria, semplicità e complessità, potesse aprire a una visione totale di “cos’è la poesia performativa”, cosa accade quando si fa poesia performativa, quali sono le pratiche performative, sul piano didattico-pedagogico, per formare poesia in noi, tanto da arrivare con tutto di se stessi a incarnare ed essere poesia. Più di una persona che ha letto Performare poesia mi ha detto che questo è un libro che chiunque faccia poesia ad alta voce dovrebbe leggere. Non spetta a me confermarlo, posso dire però che è un libro che ho scritto, pur tenendo la poesia e la vita distinte, per aiutare a vivere molto meglio, non a caso il motto di PoesiaPresente – Scuola di Poesia è “così va molto meglio”.
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