Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Per proseguire devi accettare la nostra policy cliccando su “Sì, accetto”.

Dome Bulfaro

20210121 dome bulfaro

Ha chiesto di intervistarmi presso PoesiaPresente LAB, la Scuola di Poesia che ho fondato con Simona Cesana, attualmente chiusa al pubblico. È in gamba e ha quel bagliore negli occhi che ti fa dire "con quella luce puoi camminare anche dove la notte è più fonda". Si chiama Matteo Allievi, ha 23 anni, ed è iscritto al master della scuola di giornalismo UAM-EL PAÍS di Madrid, per la quale ha realizzato questa intervista.

 

Matteo Allievi
Monza – 10 Gennaio 2021

Artista e professore, Dome Bulfaro (Bordighera, 1971) è uno dei pionieri della poesia terapia in Italia. Dopo aver rappresentato per diversi anni la poesia italiana nelle competizioni letterarie di tutto il mondo, l’anno scorso ha fondato con l’associazione culturale no profit Mille Gru la prima scuola di poesia terapia del paese a Monza, a pochi chilometri da Milano. Lo stop provocato dalla pandemia di coronavirus non ha fermato le sue ambizioni. Per l’anno nuovo, Dome ha preparato insieme alla sua squadra una vasta gamma di attività, da dibattiti sul suono della parola a laboratori sulla scrittura terapeutica, per tutti coloro che vogliono trovare nella poesia sia “uno strumento per conoscere meglio se stessi” che “un canale di evasione in questi tempi turbolenti”.

“Nella poesia terapia, lo strumento principale per raggiungere e preservare il benessere di una persona è la poesia. Questo canale privilegiato viene adottato in tutte le sue modalità espressive (ascolto, lettura, composizione, riflessione a partire da un testo)”. Dome racconta che le origini della poesia terapia risalgono agli anni ’30 del secolo scorso, quando il farmacista e avvocato Eli Greifer riuscì a dimostrare per la prima volta il potere curativo della poesia. Nonostante ciò, il riconoscimento professionale della figura di poeta terapeuta arrivò soltanto quarant’anni dopo: Ruth Lisa Schechter, lavorando con pazienti vittime di incesto e di stupro, fu la prima poetessa terapeuta ufficiale. In Italia, la Poetry Therapy fu introdotta da Antonella Zagaroli nel 1992, sebbene iniziò ad avere una certa divulgazione solo a partire dal 2019, grazie alla pubblicazione del manuale Poetry Therapy, teoria e pratica di Nicholas Mazza (2019, Mille Gru) e alla nascita della rivista Poetry Therapy Italia (2020, Mille Gru).

Secondo Dome, in un momento delicato come quello che stiamo vivendo, le parole dei poeti possono aiutare ad alleviare il nostro malessere generale, fino a trasformare la vulnerabilità in un punto di forza. “Stando a casa, possono accadere due cose. Puoi soffrire la costrizione dello stare in casa e questa sofferenza ti porta ad uscire da te stesso. Ma per molti, invece, può essere un momento in cui, finalmente isolati, si riesce a entrare in contatto con sé stessi e, con l’aiuto della poesia, trasformare l’isolamento in solitudine. Il poeta sarà il tuo compagno di viaggio, che ha vissuto la tua stessa esperienza e ha trovato le parole per esprimere le tue stesse emozioni”.

Dome ribadisce che durante le sessioni di poesia terapia non gli interessano il valore letterario del contenuto prodotto e l’aspetto estetico del paziente, ma la qualità del suo intervento e il suo sforzo per riconoscere i propri traumi e superarli. “Se scrivo una brutta poesia, ma questa poesia mi permette di riarmonizzarmi e di ritrovare un mio equilibrio fisico o mentale, ho scritto la migliore poesia del mondo”.

Poche settimane dopo l’apertura al pubblico, lo scorso marzo la scuola Poesia Presente LAB ha dovuto interrompere le proprie attività a causa del lockdown. “Abbiamo dovuto riprogettare tutto quello che avevamo pensato. La scuola offre corsi di scrittura poetica, poesia performativa e poesia terapia ma, data la situazione, abbiamo concentrato tutte le energie sulla poesia terapia”. Tra le grandi scommesse dei prossimi mesi spicca un corso in presenza – nel totale rispetto delle normative anticovid – di poesia kintsugi. “Si tratta di una tecnica che traduce in versi e in prosa un’antica arte giapponese, che consiste nella riparazione di oggetti di ceramica e che ha finito per convertirsi in una filosofia di vita, in virtù della quale, davanti alle avversità e agli errori, bisogna rialzarsi e ricucire le cicatrici”.

Parallelamente, la scuola ha in programma anche una serie di corsi telematici, come un laboratorio di tarocchi poetici e uno dedicato all’opera di Dante Alighieri, il padre della lingua italiana. Dome la considera un’opportunità unica per scoprire le mille facce della poesia terapeutica e immergersi in tutti i suoi segreti. “Bisogna restituire alla quotidianità la sua dimensione poetica. La poesia è una dimensione propria e specifica dell’uomo. Deve essere letta sui sacchetti del pane e incisa sui tovaglioli di carta, perché appartiene a tutti”.

Poesia Presente LAB, Monza.

Un altro versante fondamentale del programma di formazione avviato dalla Poesia Presente LAB è la collaborazione con le scuole, alle quali Dome affida una responsabilità enorme per avvicinare i giovani alla poesia. “Non mi piace ricadere nel luogo comune secondo il quale gli insegnanti di italiano rovinano il rapporto tra adolescenti e poesia. Ci sono tantissimi grandi appassionati. Quello che manca è una formazione che permetta agli insegnanti di veicolare ai ragazzi la loro passione. È come se ci fossero due canali che però non sono sulla stessa frequenza, come spesso accade nel rapporto tra genitori e figli. C’è quel momento in cui le due età parlano lingue diverse e non riescono a trovare uno spazio di condivisione o di nutrimento. Sono sullo stesso tavolo ma hanno la schiena rivolta l’una contro l’altra. Bisognerebbe invece ricollocarli l’uno di fronte all’altro”.

 

Bio
Matteo Allievi è laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione presso l'Università degli Studi di Milano. Precedentemente ho scritto sul web per Lo Sbuffo, Libero Pensiero e IdressItalian.