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ClassicaContemporanea/3: MONTALE, come vincere il Nobel vivendo al 5%

Una lezione-spettacolo scritta e interpretata da Dome Bulfaro e messa in scena da Enrico Roveris a metà tra la lezione didattica e lo spettacolo.

L’arte della retorica per raccontare l’antiretorica: una lezione-spettacolo per comprendere Eugenio Montale, poeta antieroe per eccellenza. La vita e la produzione poetica di Montale si sono intrecciate loro malgrado con le vicende storiche di quel tempo. Mussolini, il Fascismo e le due guerre mondiali hanno segnato per negazione lo sviluppo della sua poetica e hanno spinto l’autore a trovare le ragioni della poesia aprendole un varco nei corsi e ricorsi storici, anche quelli più tragici, per giungere al centro dell’esistenza stessa dell’uomo.

La poesia e la vita di Eugenio Montale sono narrate per contrasto ai suoi versi, in modo epico ed emotivo. La lezione-spettacolo offre allo studente una serie di coordinate concettuali utili per orientarsi soprattutto fra “Ossi di seppia” (1925) e “Satura” (1971), ma anche nelle due raccolte intermedie, “Le occasioni” (1939) e “La bufera e altro” (1956). La lezione-spettacolo prevede inoltre l’ausilio di fotografie, registrazioni audio/video d’epoca e una comparazione fra Montale e Ungaretti.

Si racconta di Montale anche con piglio ironico facendo riferimento soprattutto alla sua ultima produzione, nella quale il Poeta ha fatto dell’ironia, dell’autoironia, della satira e della sagacia una delle sue armi più efficaci.

Fuori dal seminato della storia, apparentemente in disparte da tutto, Montale in realtà si ritrova talvolta suo malgrado sempre al centro della storia fino a vincere il Premio Nobel pur vivendo tutta la vita da antieroe al 5%.